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sabato 22 gennaio 2022
 
Aveva 93 anni
 

La morte di padre Romano Scalfi, fondatore di Russia Cristiana

28/12/2016  Si è spento a Seriate (Bergamo) il giorno di Natale a 93 anni. Era originario di Tione (Trento)

La sua dipartita, nel giorno in cui la Chiesa fa festa celebrando la nascita del Signore, colpisce come un segno. Il giorno di Natale è morto a Seriate (Bergamo) padre Romano Scalfi, fondatore del centro studi Russia Cristiana. La sua testimonianza di fede, tenace quanto silenziosa, in un Paese che aveva messo al bando Dio e ogni afflato spirituale dell'uomo, ci interroga più che mai oggi, di fronte a forti contrasti e identità negate. «Esultiamo nel Signore nostro Dio, perché il muro di separazione è stato distrutto per sempre e io prendo parte al banchetto preparato nel Paradiso». Così cantano, nella liturgia del 25 dicembre, le chiese orientali. E' un inno che ben si presta a raccontare un'esperienza di vita straordinaria, orientata in ogni passo alla conoscenza di Cristo e al servizio verso i fratelli.

 

Padre Romano Scalfi nasce a Tione (Trento) nel 1923 e viene ordinato sacerdote nel '48. Durante il seminario, a Trento, incontra la liturgia bizantina, con i suoi simbolismi, i canti, il tempo che sembra fermarsi e la ricerca di armonia in ogni gesto: una folgorazione, che lo conquista. Divenuto un profondo conoscitore della cultura est-europea, approfondisce i suoi studi al Pontificio Istituto Orientale di Roma tra il '51 e il '56.

 

Poi, i primi viaggi nella Russia comunista, a rischio della vita, per difendere i diritti religiosi e umani. Durante quelle spedizioni il sacerdote porta con sé testi proibiti (Bibbie, libri religiosi) e si spende per la diffusione del samizdat, l'editoria clandestina che viene fatta circolare su fogli ciclostilati e che raccoglie le testimonianze invise al regime (più di 900 testi arrivano in Italia anche grazie al suo impegno). E' proprio per dar voce a una cultura oppressa che, nel '57, padre Scalfi, insieme ad alcuni confratelli, fonda a Milano il centro “Russia Cristiana” e l'omonima rivista (successivamente ribattezzata “La nuova Europa”, diffusa anche in lingua russa). Quei viaggi epici, tra libri nascosti, preghiere impossibili e profonde amicizie, diventano sempre più frequenti, fino a quando, nel 1970, il religioso viene ufficialmente dichiarato persona non gradita dal regime sovietico, che già da anni segue e controlla ogni suo spostamento.

 

Anche dopo la caduta del muro di Berlino, padre Scalfi resta un insostituibile punto di contatto con le Chiese orientali. Negli anni la sua amata Russia va incontro a profonde trasformazioni, che lui continua a seguire con occhio vigile e acuto. Significative, a tal riguardo, le riflessioni, espresse in alcune recenti interviste. Da uomo mite e portatore di pace, era preoccupato per le recrudescenze nazionaliste di un Paese con ambizioni da superpotenza. Temeva, tra l'altro, che la religione, dopo essere stata bandita per decenni, venisse ora piegata a fini di propaganda politica.

 

L'intera vita di padre Romano Scalfi è stata un inno al servizio e alla ricerca del bello.

 

I funerali si celebrano mercoledì 28 dicembre (ore 15) presso la Chiesa parrocchiale Santissimo Redentore di Seriate

 

Maggiori informazioni sul sito www.russiacristiana.org

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