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domenica 05 dicembre 2021
 
I dati dell'Osservatorio indipendente
 

Lavoro, già 138 morti dall'inizio dell'anno

01/04/2017  Questa la stima delle vittime "sui luoghi di lavoro". Ma sono molti di più se consideriamo anche quelli sulle strade e nel trasferimento verso fabbriche, cantieri e campagne. La vera emergenza sono i lavoratori schiacciati dai trattori. Poi vengono le cadute dall'alto in edilizia. Quanto conta il lavoro in nero o l'impiego dei clandestini in questa strage?

Secondo l'Osservatorio indipendente di Bologna la strage continua nell'indifferenza della politica, soprattutto del ministero dell'Agricoltura, perché un morto su cinque sui luoghi di lavoro di tutte le categorie è causato dal ribaltamento di un trattore. Nei primi tre mesi del 2017 sono già 138 le vittime sui luoghi di lavoro, «oltre 280 con i morti sulle strade e in itinere se vengono conteggiati come fanno nelle statistiche ufficiali», spiega Carlo Soricelli, fondatore dell'Osservatorio.

 

L’aumento dei morti sui luoghi di lavoro è dell’1,5 per cento (due in più rispetto al 31 marzo 2016, ma sul 31 marzo 2008 l’aumento è del 5,8 per cento. «Altro che i cali favolosi sbandierati ogni anno se si prendono in considerazione tutti i morti e non solo gli assicurati Inail», aggiunge Soricelli. «E sono i morti schiacciati dal trattore la vera emergenza: già 19 dall’inizio dell’anno e la bella stagione è appena cominciata».

 

Le cadute dall’alto in edilizia sono la seconda emergenza su questo fronte. «Tuttavia, tutto tace», fanno notare dall'Osservatorio bolognese. «Basterebbe poco a salvare tantissime persone, se solo ci fosse la volontà politica di farlo, ma la vita di chi lavora non è nella priorità di questo Governo esattamente come non lo era in quello che l’ha preceduto. Purtroppo decine di milioni di lavoratori non hanno nessuna rappresentanza diretta in Parlamento e fino a quando ci sarà questa anomalia le cose non miglioreranno».

 

Nel 2016 sono stati 641 i lavoratori morti durante la loro attività, cioè sul luogo di lavoro. Ma in realtà sono oltre 1400 se si considerano i morti sulle strade e in itinere, cioè durante il trasferimento verso gli uffici, le fabbriche, i cantieri o le campagne. Si tratta, secondo l'Osservatorio indipedente di Bologna, di una stima minima per l’impossibilità di conteggiare i morti delle partite Iva individuali e dei morti in nero, «e di altre innumerevoli posizioni lavorative, ricordando che solo una parte degli oltre 6 milioni di partite Iva individuali sono assicurate all’Inail».

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