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martedì 06 dicembre 2022
 
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Addio a Kohl, lo statista della riunificazione

16/06/2017  Aveva 87 anni. Una delle figure centrali della storia europea del secondo Novecento fu artefice della riunificazione della Germania. Scrivendo dei padri fondatori dell'Europa unita (i cristiano-democratici Schuman, Adenauer e De Gasperi), tratteggiò la figura dello statista. Era la fine del 1998, aveva appena lasciato la Cancelleria: «Ragionando di loro ho fatto un utile esame di coscienza io». Sulla sua figura, però, pesa l'ombra di uno scandalo-tangenti.

Il libro uscì nel febbraio 1999. La sua prefazione giunse all'editore sul finire del 1998. Al religioso che fece da tramite, confidò: «Ho scritto di tre grandi democratico-cristiani accomunati da una profonda fede in Dio e dall'amore per la libertà, ho dovuto riflettere su cosa lascia in eredità uno statista degno di questo nome, ho fatto un utile esame di coscienza». Helmut Kohl aveva accettato di preparare le pagine introduttive a un volume che raccontava le vite, i pensieri e l'azione del francese Robert Schuman, del tedesco Konrad Adenauer e dell'italiano Alcide De Gasperi quando seppe che anche Romano Prodi avrebbe scritto una sua riflessione circa i padri fondatori dell'Europa unita. «Parliamo dell'integrazione europea che per tutti noi è diventata una cosa naturale», annotò tra l'altro. «Avrebbe potuto succedere altrimenti. L'Europa aveva appena vissuto gli avvenimenti della sua guerra più crudele, il momento più acuto della sua follia nazionalista e della ideologia razzista con la più radicata ostilità tra i popoli. Le ferite bruciavano ancora. La cortina di ferro formava una nuova separazione al centro dell'Europa. C'era il grave pericolo che le idee per una durevole unione delle nazioni europee fossero messe da parte e poi definitivamente accantonate.  Il coraggio della loro impresa si fondò sulla coscienza e sul senso di responsabilità verso le generazioni future».

Quando scrisse queste righe Helmut Kolh non era più Cancelliere da qualche settimana, dopo aver ricoperto l'importante carica per 16 anni, dal 1° ottobre 1982 al 27 ottobre 1998, battendo il record di 14 anni detenuto fino ad allora proprio da Konrad Adenauer (1949-1963). Alla notizia della sua morte, avvenuta oggi nella sua casa a Ludwigshafen, dov'era nato nel 1930, queste parole assumono il peso di un testamento politico, offuscato in ogni caso dall'ombra che lo avvolse in seguito a un grave scandalo, scoppiato nel 1999, che portò alla luce fondi neri al suo partito e un giro di tangenti (lui ammise errori, negò reati) .

Helmut Kohl, che lo scorso 3 aprile aveva compiuto 87 anni, è stato il Cancelliere tedesco padre della riunificazione tedesca avvenuta il 3 ottobre 1990. Leader della Cdu, Unione Cristiano-Democratica tedesca per 25 anni (dal 1973 al 1998), è anche considerato insieme al presidente francese François Mitterrand l'architetto del Trattato di Maastricht che nel 1992 istituì l'Unione Europea. Da anni una caduta in casa l'aveva costretto su una sedia a rotelle. Accanto a lui, la seconda moglie Maike Kohl-Richter, di 34 anni più giovane. La prima moglie Hannelore, che gli ha dato due figli, era morta suicida nel 2001 per porre fine a sofferenze legate a una rara e dolorosa allergia alla luce. Nei libri di storia Kohl è entrato alla grande per la riunificazione pacifica delle due Germanie. Ma anche per il superamento della Guerra Fredda, per la nascita dell'Euro (con il salvataggio della lira al suo interno) e per la realizzazione dell'integrazione europea. Grande assente alle celebrazioni per il ventennale della caduta del Muro nel 2009, Kohl ha tenuto un basso profilo facendo notizia però quando scampò miracolosamente allo tsunami del dicembre 2004 nello Sri Lanka.

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