Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
lunedì 27 maggio 2024
 
 

Morto Schiavone, il pentito della Terra dei fuochi

22/02/2015  Già nel 1996 il boss della camorra aveva detto: "moriranno tutti", riferendosi ai rifiuti tossici seppelliti in Campania, tra il casertano e il napoletano, in quella tristemente nota come Terra dei fuochi.

È morto di infarto a 72 anni, a Viterbo, Carmine Schiavone, il boss della camorra che, nel 1993 aveva cominciato a collaborare con la giustizia svelando gli intrecci tra imprenditori, politica e clan che avevano consentito di smaltire illegalmente centinaia di tonnellate di rifiuti, anche tossici e pericolosi, tra il casertano e il napoletano. Dalle sue dichiarazioni nasce il maxi processo Spartacus.
Il suo nome era divenuto noto ai più nel 2013, quando, in seguito alla desecretazione degli atti della Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti, era divenuta di dominio pubblico l'audizione del boss sulla Terra dei fuochi e sul clan dei casalesi: «C'era di tutto: rifiuti speciali, rifiuti chimici, rifiuti ospedalieri e anche fanghi termonucleari. Arrivavano da aziende del Nord, ma anche aziende della zona di Roma. E neanche alcuni imprenditori del nord Europa erano esenti dalla relazione criminale con il clan dei Casalesi che questi rifiuti andava a sversare», aveva dichiarato in una intervista.
E, nell'audizione del 1996, riferendosi ai rifiuti diceva, «tra 20 anni moriranno tutti». Carmine Schiavone si era attribuito circa settanta omicidi e si era autoaccusato di averne commissionati almeno un altro centinaio.

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo