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mercoledì 22 settembre 2021
 
 

Putin guarda al continente sudamericano

16/03/2014  Cuba, Nicaragua, Venezuela. La Russia coltiva mire espansionistiche e progetta la costituzione di nuove basi militari nel continente latino (e anche in altri Paesi del mondo).

La Russia di Putin non ci sta più a essere considerata una potenza militare in declino  e mostra i muscoli al resto del mondo (in particolare agli Stati Uniti). Per farlo, ha scelto come terreno di manovra il continente latinoamericano. Da qualche tempo si sa che Mosca ha avviato una serie di trattative con Cuba, Nicaragua e Venezuela per costituire delle basi militari russe sul territorio nazionale di questi Paesi. Non solo il Sudamerica: la Russia sta infatti portando avanti dei colloqui con Vietnam, Seychelles e Singapore. Al di fuori del territorio dell'ex-Unione sovietica, attualmente Mosca possiede una base militare in Siria, oltre alla base navale nel porto di Sebastopoli, in Crimea. 

Le mire espansionistiche verso l'America latina, del resto, non sono una sorpresa: da anni, infatti, Vladimir Putin guarda al continente latino come terreno fertile per stabilire rapporti di cooperazione tecnico-militare e per l'esportazione di armi russe. Le relazioni sono particolarmente strette con il Venezuela: già il defunto presidente Hugo Chávez (scomparso un anno fa), nel 2008, durante una visita a Mosca, aveva dichiarato che le forze armate russe sarebbero state le benvenute sul territorio venezuelano.

Un orientamento proseguito dal delfino di Chávez e attuale presidente Nicolas Maduro. Negli ultimi anni la Russia è stata il principale esportatore di armamenti in America latina: in particolare, ha venduto a Caracas un numero considerevole di armi e mezzi da guerra, fra artiglieria, caccia, elicotteri, missili, carri armati. 

La ricerca di rapporti e alleanze in Sudamerica da parte di Putin non può non preoccupare Washington. Alla fine di febbraio ha destato sorpresa e una certa apprensione la comparsa nel porto dell'Avana di un gigante navale russo, la nave spia "Viktor Leonov", con a bordo un equipaggio di circa duecento uomini. Di fatto, si trattava di una missione di routine nei Caraibi e di una "visita di amicizia".

D'altro canto, il rapporto privilegiato fra Russia e Cuba è cosa nota e assodata. E già nel 2009 le navi di Mosca avevano solcato più volte le acque cubane. Quindi, niente allarmismi. Tuttavia, in tempi di forte tensione, con la crisi ucraina in corso, i movimenti delle forze navali russe a breve distanza dalle coste statunitensi non possono non richiamare alla mente immagini legate allo spettro della guerra fredda.

 
 
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