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giovedì 04 giugno 2020
 
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Mose: arriva il supercommissario

14/11/2019  Sarà Elisabetta Spitz, ex-direttore dell'Agenzia del Demanio, ad occuparsi del completamento dell'eterna incompiuta veneziana che dovrebbe salvare la città dalle acque alte

Elisabetta Spitz
Elisabetta Spitz

 

“Il Mose deve ripartire” è il mantra governativo di questi giorni. Un primo segnale chiaro è stato dato oggi con la nomina, attesa da tempo, del supercommissario per la conclusione dei lavori dell’eterna incompiuta veneziana costata già oltre 5,5 miliardi di lire e non ancora entrata in funzione. "Sarà Elisabetta Spitz", ex direttore dell'Agenzia del Demanio, il super commissario per il Mose.

Ad annunciarlo è stata la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli durante un’intervista radiofonica.  "Ci sono stati forti rallentamenti sul progetto che oggi però è compiuto al 93%. Mancano gli ultimi 400 milioni”, afferma la ministra: “Sono stati appostati dal governo, non sono fermi per motivi burocratici. Non c'è niente di fermo, i lavori stanno andando avanti". Lo afferma sempre la ministra. L'obiettivo, ha spiegato, è di completarlo entro il 2021, confermando l’impegno espresso dal premier Conte ieri sera: "Spero però che ci siano utilizzi parziali anche prima", ha aggiunto De Micheli.  

Elisabetta Spitz, classe 1953, ex moglie dell'ex segretario Udc Marco Follini, laureata in Architettura, ha una lunga esperienza all'interno della macchina pubblica nella valorizzazione del patrimonio immobiliare. S’era già occupata due volte del capoluogo lagunare in incarichi precedenti. Dal 1992 al 1999 - si legge nel suo courriculum -  come presidente del consorzio di progettazione della salvaguardia delle aree abitate di Venezia e nel biennio 2009-2010 come Consulente dell’Autorità Portuale di Venezia per la formulazione del Piano di gestione del Porto di Venezia e governance delle procedure”. Per otto anni - dal 2000 al 2008 - è stata alla guida dell'Agenzia del Demanio. 

"Per Venezia c'è un impegno a 360 gradi. C'è una situazione drammatica in una città unica. Ci dobbiamo essere". Lo ha detto stamane il premier Giuseppe Conte.  Ma basterà l’impegno per finire il Mose? "Speriamo, confidiamo di sì, è un'opera su cui ormai sono stati spesi tantissimi soldi ed è in dirittura finale, ora va completata e poi mantenuta".  

Mose, acronimo per “Modello sperimentale elettromeccanico”, è il sistema pensato per difendere Venezia dalle acque alte. E’ costituito da  78 paratie mobili collocate sul fondale delle tre bocche di porto della laguna di Venezia: Lido, Malamocco e  Chioggia. Aveva salutato l’avvio dei lavori nel 2003. Era stato previsto, allora, il termine dell’opera per il 2012. Resta ancora da completare  il sollevamento della barriera di Malamocco.
 

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