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lunedì 11 novembre 2019
 
 

Sgarbi: «Musei gratis per tutti e via i capannoni»

30/12/2014  I Bronzi di Riace, le opere invisibili in Sicilia... ma anche la vittoria di Matera, Napoli... Un bilancio controcorrente.

E' l’incubo di sindaci, sovrintendenti e giudici del Tar. Nella foga della polemica è a suo agio come un pesce nell’acqua. E per denunciare il degrado del nostro immenso patrimonio artistico lancia staffilate come questa: «Hanno usato ceramiche da bidet in quello che secondo Ezra Pound è il più bel monumento rinascimentale del mondo!», riferendosi alle pessime condizioni in cui versava qualche anno fa il Tempio Malatestiano di Rimini progettato da Leon Battista Alberti e che custodisce il Crocifisso di Giotto. Firmato: Vittorio Sgarbi.
Al di là dei toni, opinabili, un pregio gli va riconosciuto: non parla mai per sentito dire. Accompagnato dal suo autista («Aspetti, glielo passo per l’intervista. Adesso no, non è più disponibile. Vittoriooo…») gira in lungo e in largo l’Italia per vedere da vicino capolavori nascosti e orrori che sfregiano il paesaggio.
Una volta, in un’intervista, spiegò che «a differenza di un letterato, che può permettersi il lusso di essere malato, a uno storico dell’arte si richiede una componente di azione e dunque di integrità fisica.
Non può fare il proprio mestiere senza muoversi e viaggiare». Insomma, ci vuole un “fisico bestiale”.

Eccolo, quindi, a Bagheria e poi a La Spezia, a difendere Santa Giusta di Bazzano, vicino a L’Aquila, e a battagliare contro le pale eoliche installate a Sepino. E a indignarsi per un maniero del Trecento in svendita a Castellazzo Novarese o per il disfacimento degli affreschi di Santa Maria Nova di Sillavengo. Chi meglio di lui, che per l’Expo 2015 è stato nominato “ambasciatore delle belle arti” della Lombardia, può tracciare un bilancio del bello e del brutto dell’anno appena trascorso? Musica per le sue orecchie. Cominciamo con il brutto? Riflette un po’. Poi attacca: «La Sicilia è un disastro. A fine novembre è stato chiuso il Museo Guttuso di Bagheria, minacciano di chiudere il Museo Mandralisca di Cefalù che custodisce il Ritratto di ignoto marinaio di Antonello da Messina e la domenica pomeriggio se vai a Lipari trovi chiuso il Museo archeologico che è un vero gioiellino».
Insomma, «sono tutti segnali inquietanti», chiosa, «di come questa regione sia ammalata, non sa valorizzare quello che ha, un patrimonio di una ricchezza infinita».

L’altra nota dolente lo vede protagonista. Ha dato battaglia per portare i Bronzi di Riace da Reggio Calabria a Milano per l’Expo, ma gli esperti nominati dal ministro Franceschini hanno detto no. «Sarebbe stato il luogo ideale per mostrare il prestigio della Calabria e avere molti più visitatori rispetto al Museo archeologico di Reggio ». Sul podio delle brutture, salgono anche le pale eoliche e i pannelli solari che, spiega, «hanno devastato interi paesaggi soprattutto in Puglia, Sicilia e Calabria. Adesso alcuni amministratori locali le hanno fermate ma il danno è stato fatto». E La Spezia? «Uno scempio, un abominio», risponde. «In piazza Verdi, che era vincolata, hanno buttato a terra gli alberi del 1930 per fare posto a orrendi archetti di cemento armato colorato».

Lo Sgarbi globetrotter di cose buone quest’anno comunque ne ha viste. La più importante? «È stata riaperta al pubblico la chiesa di Santa Maria Donnaregina a Napoli dove si può ammirare il ciclo di affreschi del Trecento di Pietro Cavallini». E aggiunge: «Oggi è possibile andare al Madre (il Museo d’arte contemporanea, ndr) e vedere non solo la proposta opportunistica di questo museo foraggiato da milioni di euro, ma anche le origini della pittura italiana, ammirando l’opera di un grande artista».

Un’altra notizia positiva arriva dal Sud: la vittoria di Matera come Capitale europea della cultura per il 2019. «È quasi una rivincita», dice, «una città vissuta per anni nella miseria e nell’abbandono, ora è stata valorizzata e rimessa a posto, pietra su pietra, nel rispetto delle caratteristiche originarie». Ultima cosa. Se Sgarbi diventasse nel 2015 nuovo ministro dei Beni culturali cosa farebbe? «Accesso gratuito in tutti i musei dello Stato. Le opere d’arte hanno una funzione educativa, non si può pagare per andarle a vedere». E poi? «Abbatterei i capannoni che deturpano il paesaggio».

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