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mercoledì 19 gennaio 2022
 
la storia
 

Napoli, nell'officina green dove si sistemano i treni dell'Alta Velocità

31/10/2021  A Gianturco, periferia est di Napoli, i meccanici che ogni mese eseguono la manutenzione su circa mille convogli di Trenitalia lavorano in sicurezza senza produrre inquinamento o emissioni di CO2 grazie ai quasi duemila pannelli fotovoltaici che forniscono il 95% dell’energia che serve

Il verde e il giallo. Il green per un trasporto ecocompatibile e rispettoso dell'ambiente. Verde come i prati e le colline umbre di San Francesco. Giallo come il sole, quello che alimenta l'officina che Trenitalia ha voluto a Napoli. I treni guardano al futuro e alle nuove generazioni, garantendo sempre più minore impatto sull'ambiente e maggiore attenzione alla natura, temi al centro della 49esima edizione delle Settimane sociali che si sono svolte in un luogo simbolo come Taranto nei giorni scorsi. E proprio dal Mezzogiorno che Trenitalia avvia la realizzazione della ‘green factory’ per l’autoconsumo.

Nell’officina di Gianturco, periferia est di Napoli, i ‘meccanici’ che ogni mese eseguono la manutenzione su circa mille convogli lavorano in sicurezza senza produrre inquinamento o emissioni di CO2 responsabile del surriscaldamento del pianeta. Tutto questo grazie alla luce che a Napoli diventa fonte rinnovabile di energia pulita. La luce solare resta ‘intrappolata’ nei 1.870 pannelli fotovoltaici che forniscono il 95% del fabbisogno energetico dell’officina. Il personale tecnico, oltre mille tra interni e dipendenti di ditte appaltatrici si danno il cambio tre volte al giorno coprendo anche il turno di notte. La manutenzione dei treni non si ferma mai perché quei giganti devono essere sempre pronti per correre a 300 - 350 km orari lungo tutto il Paese. Senza dimenticare mai da dove si viene.

Infatti nel cuore dell’officina di Gianturco, circa 440mila metri quadrati di cui 76mila coperti, ci sono alcuni treni che risalgono ai primi del Novecento, una piccola ‘succursale’ del Museo di Pietrarsa dove sono esposti i treni storici. Alle caldaie che bruciavano il carbone adesso si contrappone una plancia ipertecnologica dove tutte le strumentazioni sono digitali. E per poter revisionare il tutto, anche da remoto si entra in una sala di monitoraggio. Da qui i meccanici seguono l’arrivo di un treno in officina. Mentre il treno passa il portone si spalanca da solo e una scia di luci a led ne segue il percorso. Questi alcuni piccoli accorgimenti adottati per garantire l’efficientamento energetico dell’impianto. E non finisce qui.

L’attenzione per l’ambiente passa anche per la palazzina che ospiterà gli uffici dove è previsto un uso responsabile del climatizzatore. Le mura esterne saranno intonacate con un prodotto innovativo ad alto potere riflettente, fotocatalitico, elastico e traspirante che permette un elevato potere riflettente dei raggi UV, riducendo i tempi di utilizzo dell’impianto di climatizzazione con un risparmio dei consumi energetici. A questo si aggiunge un ulteriore isolamento termico dell’involucro esterno realizzato con materiali misti tra cui sughero in granuli, calce idraulica naturale e fibre anti-fessurazione.

Dunque nessun semaforo rosso. I treni viaggiano spediti verso il futuro e guardano sempre di più alla sostenibilità: i convogli alla fine del loro ciclo vitale, infatti, saranno riciclabili al 97% con l’obiettivo di costruire di nuovi treni fatti interamente da materie prime provenienti dall’industria del riciclo.

 
 
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