logo san paolo
mercoledì 27 ottobre 2021
 
natale in iraq
 

«Rischio attentati». A Baghdad niente Messa di mezzanotte

23/12/2019  La decisione del Patriarca di Babilonia dei Caldei Sako: «Abbiamo paura, non c’è ordine. I manifestanti nelle piazze chiedono una politica non corrotta, che serva il Paese, e lavoro e libertà. Ho speranza in loro. A Natale pregheremo per la pace e la stabilità dell’Iraq»

Niente Messa di mezzanotte, niente luci, né concerti e serate conviviali e soprattutto nessun ricevimento per lo scambio di auguri: sarà un Natale di paura quello che la comunità caldea dell’Iraq si appresta a vivere. Il Patriarcato caldeo di Baghdad ha deciso, infatti, di annullare la Messa della Notte nelle chiese della capitale. «Motivi di sicurezza», ha spiegato al Sir monsignor Basel Yaldo, vescovo ausiliare di Baghdad, «I fedeli raccolti in preghiera di notte possono essere dei potenziali bersagli. Dobbiamo avere a cuore la vita delle persone. Al tempo stesso vogliamo mostrare rispetto e solidarietà per i martiri e i feriti nelle proteste di piazza. A tutti i nostri fedeli abbiamo, pertanto, dato appuntamento nelle chiese a Baghdad per le liturgie del 25 dicembre, tutte in pieno giorno. Come Chiesa caldea esortiamo le comunità locali a pregare ancora di più per la pace nel Paese, per la guarigione dei feriti, e per i martiri che hanno perso la vita. Saranno proprio queste le intenzioni di preghiera del 25 dicembre. La parola che ci deve muovere è riconciliazione: vogliamo dimostrare che siamo tutti fratelli, tutti vicini e amiamo il nostro Paese. In questo Natale facciamo nostro il dolore di tutti».

Nel resto del Paese, soprattutto nei villaggi cristiani della Piana di Ninive, in Kurdistan, dove la situazione è più tranquilla, la messa di mezzanotte verrà celebrata ovunque. Iniziative per i bambini sono state organizzate in diverse città, dal nord al sud del Paese. Alla preghiera si somma anche la solidarietà concreta della Chiesa che già nelle scorse settimane aveva visto il cardinale Louis Raphael Sako, Patriarca di Babilonia dei Caldei e presidente dei vescovi cattolici dell’Iraq, con altri vescovi e sacerdoti recarsi a piazza Piazza Tahrir, cuore delle rivolte, accolti con grande gioia dai manifestanti. «Abbiamo deciso di acquistare altre medicine da donare agli ospedali per la cura dei feriti, sia civili che militari», afferma mons. Yaldo, «Con il patriarca, Sako per Natale andremo a visitare anche degli orfani. Questo è il tempo privilegiato per donare gioia a chi non l’ha, un sorriso a chi è triste».

Il Patriarca Louis Raphaël Sako, 71 anni (Reuters)
Il Patriarca Louis Raphaël Sako, 71 anni (Reuters)

(Fedeli cattolici in preghiera a Baghdad - foto Reuters)

  

A Vatican News il cardinale Sako ha spiegato il perché della decisione di cancellare la Messa della Notte: «Noi abbiamo paura. Non c’è ordine», ha spiegato, facendo riferimento alle violenze scoppiate durante le manifestazioni anti-governative che si stanno svolgendo in tutto il Paese. «In molti ci hanno sconsigliato di evitare le celebrazioni notturne e di spostarle nella giornata. Cosa che abbiamo deciso di fare per scongiurare possibili attacchi». Le celebrazioni della Notte di Natale si svolgeranno in modo regolare per le comunità cattoliche degli altri riti.

Sako afferma che in questo momento «C’è una confusione totale, è una cosa assurda. Le persone che protestano nelle piazze vogliono ottenere una vita degna: lavoro, servizi, libertà. La classe politica attuale lavora solo per i propri interessi e non ha fatto nulla in questo senso. Non sappiamo dove vada a finire il denaro pubblico, l’elettricità in tutto il Paese è molto debole, in molti casa manca l’acqua. E la situazione di scuole ed ospedali non è buona. Chi manifesta vuole una politica non corrotta, che serva il Paese e contrasta anche una nuova cultura che sì è creata nel tempo: il confessionalismo che si contrappone al fatto che in realtà tutti siamo cittadini. Insomma, chi protesta cerca il cambiamento».

La sicurezza è molto debole in tutta Baghdad. Il motivo? «Semplice: non c’è il governo», risponde il Patriarca, «e le milizie possono fare tutto. Chi uccide gli animatori delle manifestazioni? Non si sa. E perché le autorità non riescono ad individuare i colpevoli? La gente ha paura ma i manifestanti non vogliono saperne di abbandonare le piazze». E aggiunge: «Noi celebreremo le Messe durante la giornata di Natale, con le preghiere per la pace, per la stabilità del Paese. Ma nello stesso tempo gli stessi manifestanti c’hanno invitato ad andare da loro per fare una preghiera e con delle candele accese inaugurare un grande albero di Natale. Invece noi abbiamo deciso di non fare alberi ed il denaro risparmiato sarà donato agli ospedali e ai poveri. Siamo rimasti colpiti dal gesto di solidarietà espresso dai manifestanti nei nostri confronti: con una lettera c’hanno addirittura ringraziato per la nostra posizione. Però a Najaf e Kerbala, due città di fede sciita, gli alberi di Natale ci sono. È la prima volta…».

Anche i musulmani festeggiano la nascita di Gesù

Piazza Tahrir in questi giorni di festa si presenta con un albero di Natale al quale sono state appese le immagini dei martiri della rivoluzione, e vicino ci sono statue di Gesù e Maria. Molti giovani indossano abiti di babbo Natale, nei muri vengono dipinti motivi natalizi. «Tutto opera dei giovani musulmani che in questo modo hanno voluto sottolineare la nascita di Gesù», aggiunge mons. Yaldo, «È un segno di grande importanza, che mostra come il popolo sia unito, al di là delle fedi, etnie e credo politico. Il nuovo Iraq nasce dai giovani».

I vostri commenti
0
scrivi
 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo
Collection precedente Collection successiva
FAMIGLIA CRISTIANA
€ 104,00 € 0,00 - 11%
CREDERE
€ 88,40 € 57,80 - 35%
MARIA CON TE
€ 52,00 € 39,90 - 23%
CUCITO CREATIVO
€ 64,90 € 43,80 - 33%
FELTRO CREATIVO
€ 23,60 € 18,00 - 24%
AMEN, LA PAROLA CHE SALVA
€ 46,80 € 38,90 - 17%
IL GIORNALINO
€ 117,30 € 91,90 - 22%
BENESSERE
€ 34,80 € 29,90 - 14%
JESUS
€ 70,80 € 60,80 - 14%
GBABY
€ 34,80 € 28,80 - 17%
I LOVE ENGLISH JUNIOR
€ 69,00 € 49,90 - 28%