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Il Natale "In Occidente" di Giovanni Pascoli

07/12/2018  Non è tra le più conosciute opere di Pascoli ma "In Occidente" (1904) racconta una storia bellissima. Gesù è nato in Oriente, e l'angelo vola dai "Cieli di Giudea" sino a Roma per annunciare la Buona Novella. E' una notte dopo i sanguinosi giochi nell'arena e la città dorme "ebbra di sangue". Un gladiatore (il Geta) giace solo, ferito a morte. Nessuno nella capitale dormiente ascolta il messaggio. Solo il gladiatore che muore chiudendo gli "occhi in pace".

III

Roma dormiva. Uno vegliava, un Geta

gladïatore. Egli era nuovo, appena

giunto: il suo piede, bianco era di creta.

 

L’avean, col raffio, tratto dall’arena

del circo; e nello spolïario immondo

alcun nel collo gli aprì poi la vena.

 

Rantolava; il silenzio era profondo:

il cader lento d’una goccia rossa

solo restava del fragor del mondo.

 

Ma d’uomini gremita era la fossa

in cui giaceva. All’occhio suo, tra un velo,

parca scoprirne e ricoprirne l’ossa.

 

Ed era solo, e l’uomo che col gelo

lo pungea di sua cute, più lontano

gli era del più lontano astro del cielo:

 

più della terra sua, più del suo piano

lunghesso l’Istro, e de’ suoi bovi ch’ora

sdraiati ruminavano pian piano,

 

e de’ suoi figli ch’attendean l’aurora,

piccoli nella lor nomade cuna,

e del suo plaustro, ch’era sua dimora,

 

là fermo e nero al lume della luna.

Giovanni Pascoli (1855-1912)
Giovanni Pascoli (1855-1912)

IV

E venne bianco nella notte azzurra

un angelo dal Cielo di Giudea,

a nunzïar la pace: e la Suburra

 

non l’udiva: e nel tempio alto di Rhea

bandì la pace; e non alzò la testa

quell’uomo rosso ai piedi della Dea;

 

e vide un fuoco, e disse Pace; e Vesta

ardeva, e le Vestali al focolare

sedeano avvolte nella lor pretesta;

 

e vide un tempio aperto, e dal sogliare

mormorò, Pace: e non l’udì che il vento

che uscì gemendo e portò guerra al mare.

 

E l’angelo passò candido e lento

per i taciti trivi, e dicea, Pace

sopra la terra!... Udì forse un lamento...

 

Vegliava, il Geta... Entrò l’angelo: Pace

disse. E nella infinita urbe de’ forti

sol quegli intese. E chiuse gli occhi in pace.

 

Sol esso udì; ma lo ridisse ai morti,

e i morti ai morti, e le tombe alle tombe

e non sapeano i sette colli assorti,

 

ciò che voi sapevate, o catacombe.

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