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domenica 17 ottobre 2021
 
 

Anche le creste steccano

07/02/2013  Prestazione modesta in Nazionale del duo meraviglia El Shaarawy - Balotelli. E chi esaltava già si appresta a demolire.

Al Shaarawi e Balotelli (Reuters).
Al Shaarawi e Balotelli (Reuters).

Siccome una prestazione abbastanza qualunque di Mario Balotelli nel Milan ha scatenato troppi evviva, adesso dopo una prestazione dello stesso abbastanza qualunque contro l’Olanda temiamo alcuni abbasso. Ad ogni azione corrisponde una reazione eguale e contraria, è stato sentenziato, ed anche se non si pensava ad azioni calcistiche il “dogma” purtroppo regge.

E c’è pure il pericolo che al Bar Sport si bocci per l’azzurro l’attesissimo tandem d’attacco Balotelli-El Shaarawy, messo insieme nel Milan, a pro del duo subentrato alla fine, nientepopodimenochè Osvaldo-Gilardino, con l’Italia che in extremis (1 a 1, gol di Verratti, il giovane centrocampista che non ha ancora incantato nel Paris Saint Germain) ha chiuso in pareggio la sfida amichevole ma tecnicamente molto valida di Amsterdam. 

Balotelli l’altra sera ha toccato il primo pallone dopo 5 minuti, il secondo dopo 9 e qualche secondo. Soltanto 5 palloni dopo 25 minuti, toccati più che giocati, che “lavorati” (comunque uno ottimo passaggio di prima), e intanto ne aveva persi 2, aveva effettuato 2 passaggi sbagliati ed aveva provocato un incidente, in cui però aveva finito per farsi male lui (un taglio). Numeri se si vuole normali per un attaccante molto di punta, condannato a lunghi periodi di isolamento, non per lui anzi per l’attesa che circondava e circonda sempre lui. Ha cominciato ad essere davvero in partita dopo 27 minuti, ha pure effettuato un paio di tiri discreti, grazie a passaggi di Pirlo. Nel secondo tempo si stava muovendo bene, anche e soprattutto senza palla, ma dopo 12 minuti ha scalciato fuori, a gioco fermo, la sfera, irritato da un marcamento troppo stretto, che comunque era stato sanzionato dall’arbitro turco con un fallo a suo favore, e 4 minuti dopo è stato sostituito da Osvaldo ed è uscito fra i fischi del pubblico che gli ha rimproverato il gesto di insofferenza..

Di fianco a lui El Shaarawy ha giocato più palloni, è finito di più nel vivo dell’azione, ma questo non vuol dire che abbia giocato bene come ci si aspettava: e al 26’della ripresa il c.t. Prandelli lo ha messo fuori per Gilardino.  Attenzione: siamo assolutamente certi che Balotelli sia un grande talento calcistico (idem  El Shaarawy), ma siamo assolutamente certi che il ragazzone sia abbastanza facilmente “smontabile”. Un avversario tignoso ed esperto e se del caso rude, un marcamento ossessivo, un pubblico ostile, specie se prevenuto o provocato, possono farlo saltare per aria. Il suo carattere è quello che è, non basta passare dal celeste del Manchester City al rossonero del Milan e all’azzurro della Nazionale per l’angelificazione. Lui può anche mettercela tutta, ma ad un certo punto deve lasciarsi andare, perché la costrizione può essere peggiore della “liberazione”.

D’altronde l’estro e la mitezza, o anche soltanto la compostezza, la buona educazione di solito convivono malamente nella stessa persona: e se il miracolo si realizza, allora ecco Messi. Ad Amsterdam Balotelli è parso ad alcuni addirittura vicino ad esplodere per il vile laser verde con cui ormai dovunque qualche tifoso ignobile cerca di disturbare il giocatore particolarmente temuto.  Il tifoso calcistico poi, e specialmente quello italiano, è “di suo” l’ideale, diciamo così, per l’operazione di alzare un idolo, fargli solletico e portarlo all’isteria. E quindi abbatterlo: godendo se è un nemico, al quale ha offerto attenzione e appunto inimicizia “sana”, cioè riconoscendone il valore, soffrendo se è uno dei suoi. Balotelli in azzurro - teleripreso mentre cantava con e come El Shaarawy l’inno di Mameli, lui di genitori ghanesi l’altro di padre egiziano, entrambi figli di un’Italia nuova - gode fra l’altro di una certa franchigia, che se si vuole è di tutta la Nazionale di Prandelli, sempre simpatica e ancora etica, capace di assemblare italiani stranieri in patria, nel senso di non pienamente riconosciuti nel loro valore, e italiani provenienti da altri paesi, sia per ragioni di composizione famigliare che per ragioni di tesseramento calcistico.

Di “Balo” e del Faraone è stato detto tutto, ma l’altra sera c’era pure la storia ricominciata di Santon, dall’Inter al Newcastle al dimenticatoio, il rilancio di Candreva e di Gilardino, la fiducia in Astori e Osvaldo. Tanta roba insomma, e non di genere esclusivamente calcistico “da campo”. Prandelli ha detto che vuole rivedere per la selezione azzurra qualche criterio etico: speriamo che operi sostituzioni, non mutilazioni.  L’Olanda ha giocato meglio, un’Olanda farcita di giovani, e comunque degna tecnicamente di quella finita seconda al Mondiale dietro alla Spagna, un’Olanda alla quale ad un certo punto soltanto il solito grande Buffon è riuscito a dire di no.

Ma reggere comunque a una compagine così, spinta anche dal suo pubblico ormai caldo alla latina, è già un merito. L’Italia è squadra nel senso di gruppo, il gioco o qualcosa di simile ad un certo punto viene fuori,perché comunque si tratta di un insieme di calciatori tecnicamente validi. Ecco, arriviamo a dire che questa Nazionale può dare a Balotelli tempo ed occasioni per maturare (persino per fare qualche ulteriore fesseria valida per la  crescita), senza nessun tipo di attesa messianica. Con El Shaarawy che sa e deve giocare bene di suo, non perché messo di fianco al fenomeno.                           

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