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mercoledì 29 giugno 2022
 
Crisi economica e pandemia
 

Istat, nel 2020 persi 456 mila posti di lavoro

12/03/2021  I dati Istat, usciti nel rapporto sul lavoro del quarto trimestre dell'anno, confermano la drammaticità della crisi economica. Anche se negli ultimi quattro mesi il tasso di occupazione è di poco cresciuto rispetto ai mesi precedenti. Intanto il minstro Orlando annuncia la proroga del blocco dei licenziamenti.

Il ministro del Lavoro Andrea Orlando (foto Ansa)
Il ministro del Lavoro Andrea Orlando (foto Ansa)

Nel 2020, in media annua, il calo dell’occupazione in Italia è stato “senza precedenti” (-456 mila, percentualmente -2,0%), associato alla diminuzione della disoccupazione e alla forte crescita del numero di inattivi. Inoltre, la diminuzione delle posizioni dipendenti (-1,7%) e del monte ore lavorate (-13,6%), così come l’aumento del ricorso alla Cig (+139,4 ore ogni mille lavorate), sono più marcati nel comparto dei servizi rispetto a quello dell’industria. Questi i dati drammatici messi in evidenza dall’Istat, nel rapporto sul mercato del lavoro del quarto trimestre dell’anno.

   Lo scorso anno la pandemia dovuta al Covid-19 ha condizionato in maniera cruciale gli sviluppi dell’economia e della società, in Italia come nel mondo intero. L’emergenza sanitaria e la conseguente sospensione delle attività di interi settori produttivi hanno rappresentato anche nel nostro Paese uno shock improvviso e senza precedenti sulla produzione di beni e servizi e, di conseguenza, sul mercato del lavoro. “In particolare  - precisa l’Istat - nel secondo trimestre 2020 si è assistito a un crollo dell’attività economica, seguito da un recupero, per certi aspetti superiore alle aspettative, nel terzo trimestre e una nuova riduzione nel quarto dovuta alla recrudescenza della diffusione dei contagi”.

   E anche nel quarto trimestre 2020 le dinamiche del mercato del lavoro sono ancora influenzate dalle misure di contenimento dell’emergenza sanitaria. L’input di lavoro, misurato dalle ore lavorate, registra una diminuzione di -1,5% rispetto al trimestre precedente e di -7,5% rispetto al quarto trimestre 2019; il Pil subisce una contrazione del -1,9% e del -6,6%, rispettivamente.

   Il numero di occupati, tuttavia, cresce di 54 mila unità (+0,2%) rispetto al trimestre precedente, per effetto soprattutto dell’aumento dei dipendenti a tempo indeterminato – in termini assoluti superiore al calo di quelli a termine – e della lieve crescita degli indipendenti. Contestualmente, si registra una riduzione del numero di disoccupati (-122 mila) più consistente di quella degli inattivi di 15-64 anni (-10 mila).

   In termini tendenziali, l’occupazione, comunque, è ancora in calo (-414 mila unità, -1,8% rispetto al quarto trimestre 2019), nonostante i dipendenti a tempo indeterminato aumentino di 98 mila unità (+0,7%); a diminuire sono soprattutto i dipendenti a termine (-383 mila, -12,3%), ma continuano a calare anche gli indipendenti (-129 mila, -2,4%). La riduzione interessa sia gli occupati a tempo pieno sia quelli a tempo parziale, tra i quali l’incidenza del part time involontario raggiunge il 65,2% (+1,3 punti).

   Diminuiscono i disoccupati (-172 mila, -6,7% rispetto al quarto trimestre 2019), sia in cerca di prima occupazione sia con precedenti esperienze di lavoro, e si intensifica l’aumento del numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni (+403 mila, +3,1% in un anno). Il tasso di occupazione, pari al 58,2%, cresce in termini congiunturali (+0,3 punti rispetto al terzo trimestre 2020), ma è ancora inferiore di -0,8 punti a quello del quarto trimestre 2019. Il tasso di disoccupazione diminuisce, in termini congiunturali e tendenziali, mentre quello di inattività – tra le persone con 15-64 anni – aumenta soprattutto nel confronto con il quarto trimestre 2019.

   Dal punto di vista delle imprese, l’adozione di nuove misure di restrizione dell’attività economica nel quarto trimestre 2020 ha  fatalmente rallentato il recupero dell’input di lavoro che aveva caratterizzato il trimestre precedente: la crescita congiunturale per le posizioni lavorative dipendenti si ferma a +0,3%, sia per la componente a tempo pieno, sia per quella a tempo parziale. Il numero di posizioni dipendenti è ancora inferiore dell’1,7% a quello del quarto trimestre 2019, soprattutto per la componente a tempo parziale (-3,4%).

   Aumenta il ricorso alla cassa integrazione, che si attesta su 92,5 ore di Cig ogni mille ore lavorate, e il tasso dei posti vacanti diminuisce di 0,1 punti percentuali su base congiunturale e di 0,3 su base annua. Il costo del lavoro per unità di lavoro diminuisce dello 0,6% in termini congiunturali, per effetto di un lieve aumento delle retribuzioni (+0,5%) e di un sostenuto calo degli oneri sociali (-3,5%).

   In termini tendenziali il costo del lavoro continua a registrare una lieve crescita (+0,5%), dovuta a un aumento dell’1,5% della componente retributiva – la contrazione dell’ammontare delle retribuzioni è meno marcata di quella dell’input di lavoro – e a una riduzione del 2,3% degli oneri; quest’ultimo calo è riconducibile all’adozione delle misure varate nella seconda metà dell’anno 2020, relative all’esonero dal versamento dei contributi.

   Per fronteggiare tale congiuntura, il ministro del Lavoro  Andrea Orlando ha confermato ieri una nuova proroga del blocco dei licenziamenti in scadenza il 31 maggio: fino al 30 giugno per tutti, almeno fino a ottobre per le piccole aziende (fino a 5 dipendenti) che attualmente non godono della cassa integrazione ordinaria. "Nessuno verrà lasciato solo, ma accompagnato nella perdita di un lavoro ad uno nuovo", ha detto il ministro.

(fonte: Istat)

 
 
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