logo san paolo
domenica 29 maggio 2022
 
L'INDAGINE
 

Nel 2021 oltre metà delle famiglie ha rinunciato alle cure

12/01/2022  È quanto emerge dal Rapporto 2022 del bilancio di Welfare delle famiglie italiane presentato da Cerved. Pur con tutte le sue difficoltà, la famiglia resta la rete primaria di protezione sociale, di solidarietà tra i generi e le generazioni, di educazione dei figli e di supporto alla mobilità sociale dei giovani

Anche a causa del Covid, nel 2021 oltre la metà delle famiglie italiane (50,2%) ha rinunciato a prestazioni sanitarie per problemi economici, indisponibilità del servizio o inadeguatezza dell'offerta. Contemporaneamente la spesa delle famiglie per la salute, l'assistenza agli anziani e l'istruzione è aumentata. È il gap fra la crescita della domanda e l'adeguatezza dell'offerta la novità dell'edizione 2022 del Bilancio di welfare delle famiglie. Secondo il rapporto 2022 del Bilancio di welfare delle famiglie italiane presentato da Cerved alla presenza della ministra per le pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti, è aumentato il numero di famiglie che hanno rinunciato a prestazioni di welfare: 50,2% nella sanità, 56,8% nell'assistenza agli anziani, 58,4% nell'assistenza ai bambini, 33,8% nell'istruzione.

Nell'ultimo anno più di metà delle famiglie ha rinunciato a prestazioni sanitarie e nel 13,9% dei casi si è trattato di rinunce rilevanti. Il 56,8% ha rinunciato (22% in modo rilevante) a servizi di assistenza agli anziani, e 58,4% (17,4% in modo rilevante) a servizi di cura dei bambini ed educazione prescolare.

Influiscono sulle rinunce tre motivazioni principali: per la salute, la pandemia ha provocato restrizioni nella disponibilità di servizi sanitari e rinvio delle cure da parte degli stessi cittadini per timore del contagio. Una seconda causa di rinuncia è economica, e riguarda la difficoltà nel sostenere il costo delle prestazioni. Ma per la maggior parte le principali motivazioni riguardano l'inadeguatezza dell'offerta. Ciò appare evidente nell'assistenza agli anziani: più del 60% delle famiglie rinunciano a questi servizi giudicandoli di qualità insufficiente o per prestazioni non disponibili.

L'indagine, è stata condotta su un campione di 4.005 famiglie di tutte le regioni italiane, stratificate per condizione economica e per composizione del nucleo familiare. Le rilevazioni sono state eseguite in diverse fasi negli ultimi due anni, dal lockdown della primavera 2020 a novembre 2021, per analizzare l'influenza dell'emergenza Covid sui comportamenti familiari e per distinguere le conseguenze dell'emergenza dalle tendenze di lungo termine.

Secondo il rapporto, la famiglia, con tutte le sue difficoltà, resta la rete primaria di protezione sociale, di solidarietà tra i generi e le generazioni, di educazione dei figli e di supporto alla mobilità sociale dei giovani.
Il punto dolente del rapporto fra i servizi e il nuovo assetto familiare è rappresentato dal crescente numero di anziani che non trovano risposta adeguata nel sistema di welfare: quattro milioni di anziani, 28,9% del totale, vivono soli e le famiglie con anziani o con altre persone bisognose di aiuto sono 6,5 milioni. Nel 67,3% di queste l'assistenza è prestata esclusivamente da familiari, senza l'ausilio di servizi. 

Nel 2021, le famiglie italiane hanno speso 136,6 miliardi per prestazioni di welfare, oltre 5 mila euro a famiglia, pari al 17,5% del reddito netto. Il rapporto analizza la spesa di welfare delle famiglie, 136,6 miliardi nel 2021, pari al 7,8% del Pil, registrando in crescita le spese per salute (38,8 miliardi), assistenza agli anziani (29,4 miliardi) e istruzione (12,4 miliardi, mentre in calo quelle per assistenza ai bambini (6,4 miliardi), assistenza familiare (11,2 miliardi), cultura e tempo libero (5,1 miliardi).

È soprattutto il cambiamento delle strutture familiari a generare nuovi bisogni, aumentando il gap con l'offerta: cambiamento degli stili di vita e dei modelli di relazione familiare; frammentazione delle strutture familiari; impatto sulla famiglia dell'invecchiamento della popolazione.
La spesa per i servizi di welfare, pari a 5.317 euro per famiglia, ha un'incidenza del 17,5% sul reddito familiare netto che, nel 2021, è stato mediamente di 30.434 euro.  

 

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo