Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
domenica 21 aprile 2024
 
 

Nel Padre Nostro i “debiti” indicano anche i “peccati”?

18/10/2022  Quando nel Padre Nostro si afferma: «rimetti a noi i nostri debiti », si vuole dire soltanto «perdona i nostri peccati», oppure significa qualcos’altro? Leggi la risposta del Teologo

Nel Padre Nostro preghiamo: «rimetti a noi i nostri debiti ». Si vuole dire soltanto «perdona i nostri peccati», oppure significa qualcos’altro?

ALDO A.

Nel l ’accezione comune il concetto di debito non coincide con quello di peccato: si può essere in debito senza aver peccato; inoltre, mentre è alla portata umana ripagare un debito, i peccati solo Dio li può perdonare. Nel caso specifico di quell’invocazione del Padre Nostro (Mt 6,12), dietro la parola greca opheilema si trova un originale aramaico (choba), il cui primo senso è quello di un debito in denaro, ma si usa anche nel vocabolario religioso giudaico per esprimere un debito contratto con una colpa verso Dio o verso il prossimo. A ben vedere il contesto della preghiera punta al perdono dei peccati (Mt 6,14: «il padre celeste perdonerà»), così come esplicita Luca nel passo parallelo (Lc 11,4), con «rimetti i nostri peccati» (greco: hamartia). La seconda parte dell’invocazione, «come anche noi li rimettiamo», indica il conseguente impegno dell’uomo perdonato a perdonare gli altri (cfr. la parabola di Mt 18,23-35).

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo