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domenica 22 maggio 2022
 
la storia
 

Nel rifugio degli "invisibili" della stazione di Napoli

20/12/2021  Anziani bisognosi di cure, senzatetto, ex tossicodipendenti. Viaggio nel centro d’aiuto affidato alla Onlus “La Tenda”: «Riceviamo decine di visite ogni giorno», racconta Antonio Barbato. Oltre 18mila gli interventi effettuati nel 2020

Le ruote delle valigie passano nei solchi delle mattonelle sul marciapiede della nuova area ristoro della stazione ferroviaria di Napoli. Quei bagagli rumorosi trascinati frettolosamente dai pendolari sono la sveglia per le decine di ‘invisibili’. Rannicchiati sotto le coperte, spesso dormono fuori lasciando un giaciglio di cartone legato ad un palo della luce o ad una panchina.

D’inverno gli invisibili cominciano ad abitare il marciapiede intorno alle 17.30. Proprio a quell’ora Antonio Barbato chiude la porta dell’Help Center e cammina tra gli ultimi. Per capire se tra di loro c’è qualcuno che ha ancora bisogno di aiuto. “Ogni giorno riceviamo decide di visite”, racconta, “siamo aperti dalla mattina presto fino al pomeriggio per aiutare chi si rivolge a noi”. Quel piccolo ufficio con la scritta in inglese ‘Help Center’ centro d’aiuto è un posto speciale che Ferrovie dello Stato a Napoli ha affidato alla onlus ‘La Tenda’ presieduta da don Antonio Vitiello che da decenni si occupa proprio del prossimo. Un posto speciale al quale nell’anno della pandemia si sono rivolte 18.031 persone. Un posto dove Maria e suo marito trovarono accoglienza due anni fa. Lei ultrasettantenne e lui da poco aveva superato gli ottanta si ritrovarono per strada. Anziani, bisognosi di cibo e cure mediche e soprattutto di un tetto. Una situazione critica a cui il marito di Maria non ha retto, mentre lei adesso è assistita ancora dagli operatori de “La Tenda”, come Domenico che si è occupato della salute di Maria accompagnandola (fin dove consentito) in sala operatoria per curare gli occhi ormai quasi totalmente velati a causa dell’età. Intanto in quel presidio di umanità di pochi metri quadrati accanto al binario numero 1 il via vai di gente non si ferma.

Soprattutto con l’avvicinarsi delle feste dove gli ultimi non devono essere lasciati soli. Antonio tra una telefonata e l’altra per verificare se c’e un posto letto disponibile viene sorpreso da Massimo. Un ragazzone di 45 anni originario di Latina. Si è rivolto all’Help Center nei mesi scorsi. Problemi di tossicodipendenze e così via da casa. Ma il desiderio di ascoltare la voce della madre è stata la spinta a rimettersi in sesto e così Antonio gli concede di effettuare la telefonata proprio dal centro situato all’interno della stazione.

“Mamma come stai? Mi manchi vorrei vederti”. E così proprio come il figliol prodigo Massimo riesce a parlare con i suoi fratelli che gli concedono un periodo di prova. “Potrà trascorrere tutte le festività a casa sua con i suoi familiari e siamo sicuri che l’amore che riceverà in famiglia lo aiuterà ancor di più a riprendere in mano la sua vita”, racconta Antonio che commosso saluta Omar. Il giovanotto passa veloce in stazione ogni volta che può solo per dire il suo grazie. “Lui si è rivolto a noi per avere un posto dove dormire ma siamo riusciti ad inserirlo in un programma e adesso sta provvedendo ai documenti personali mentre finisce un corso per diventare pizzaiolo ed inserirsi nel mondo del lavoro”.

L’help center è la dimostrazione di come la solidarietà attiri solidarietà, si perché mettendo a disposizione gratuitamente i locali le ferrovie dello Stato hanno consentito a chi già lavora nell’ambito di poter presidiare quello che è uno dei luoghi di passaggio più importanti per gli ultimi. Antonio 48 anni da 20 al lavoro con gli ultimi, scorre il registro di tutte le persone che hanno varcato la soglia dell’Help Center. Quel registro serve a capire non solo i numeri delle richieste d’aiuto pervenute ma serve per poter rintracciare le persone che necessitano di aiuto.

Oltre 18mila gli interventi di assistenza effettuati nel 2020 dall’Help Center di Napoli Centrale. Tra questi, 14.729 sono stati a bassa soglia (distribuzione di pasti e beni di prima necessità) mentre 3.302 sono stati di orientamento sociale, ovvero servizi di segretariato sociale, accoglienza, offerta di posti letto e orientamento igienico sanitario o nella ricerca di lavoro. I servizi di assistenza hanno interessato un totale di 898 utenti: il 49% già fruitori dell’Help Center e il 51% nuovi. In particolare, l’81%sono uomini, il 18% donne e 2 le persone transessuali. Per quanto riguarda invece la nazionalità, il 31% degli utenti è composto da cittadini italiani, l’11% da comunitari e il 58% da extracomunitari.

 
 
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