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lunedì 29 novembre 2021
 
la storia
 

Nel santuario irlandese di Knock: «Felici di rispondere all'appello del Papa»

05/05/2021  Il 10 maggio il Rosario per la maratona di preghiera voluta da Francesco: «Sarà anche il giorno in cui, in Irlanda, si potrà tornare in chiesa dopo quattro mesi di messe online, dopo una chiusura di settimane», spiega il Rettore don Richard Gibbons

Toccherà al santuario irlandese di Knock dove la Madonna apparve, accompagnata da san Giuseppe e san Giovanni evangelista, nel lontano 21 agosto 1879, recitare il Rosario il prossimo 10 maggio entrando, così, a far parte della maratona di preghiera chiesta da Papa Francesco per invocare la fine della pandemia.

“Ci sentiamo onorati perché possiamo rispondere all’iniziativa del Santo Padre per il mese di maggio”, spiega don Richard Gibbons, rettore del Santuario più visitato delle isole irlandesi, riconosciuto, soltanto un mese fa, proprio da Papa Francesco, come “santuario mariano ed eucaristico internazionale”, “Sarà anche il giorno in cui, in Irlanda, si potrà tornare in chiesa dopo quattro mesi di messe online, un momento davvero speciale se pensiamo che i luoghi di culto sono stati chiusi per settimane”. A rispondere all’appello di Francesco saranno, oltre al rettore del santuario che è anche parroco di Knock, l’arcivescovo di Tumm, Michael Neary, il coro del santuario e cinque fedeli che reciteranno ciascuno una decina del Rosario che verrà trasmesso anche sul sito e sulla pagina Facebook del santuario (knockshrine.ie) e su Vatican news (vaticannews.va).

“Le restrizioni dovute alla pandemia ci limitano a un massimo di quindici persone e abbiamo scelto chi ha combattuto in prima linea il Covid. Pregheranno con noi un dottore, un poliziotto che lavora con le emergenze, un religioso e anche un disabile perché, nelle nostre intenzioni, oltre alla fine della pandemia, ci sono anche i bisogni di queste persone”, continua don Richard Gibbons. Il gruppetto di fedeli e sacerdoti pregherà proprio nella cappella dell’Apparizione, quella che contiene quel muro benedetto davanti al quale, una sera piovosa, la parrocchiana Mary Byrne e la perpetua del parroco di allora, Mary McLoughlin, videro le figure vive e piene di luce della Madonna, di san Giuseppe e di san Giovanni evangelista e, dietro di loro, un altare con una croce e un agnellino e degli angeli.

“La Vergine Maria era bellissima, con un mantello bianco chiuso attorno al collo, profondamente in preghiera, con gli occhi puntati verso il cielo. San Giuseppe piegava la sua testa verso la Madonna mentre san Giovanni evangelista indossava una mitra”, avrebbe raccontato, poi, un undicenne di nome Patrick, uno dei testimoni più precisi. Il suo racconto sarebbe diventato una documentazione chiave per le commissioni ecclesiastiche che, nel corso degli anni, hanno riconosciuto l’apparizione come autentica.

Diversamente da quello che è successo a Lourdes o a Fatima, non furono soltanto i bambini ma l’intero gruppetto di venticinque persone, molti adulti, che si radunò davanti alla chiesa parrocchiale, ad essere immerso in quella visione piena di luce, quasi un incendio, per due ore, senza interruzione. La pandemia ha avuto un impatto importante sul santuario che ha dovuto chiudere, durante il primo lockdown, e poi aprire e chiudere in continuazione secondo l’andamento dei contagi. Di solito Knock accoglie circa 1,3 milioni di pellegrini all’anno ma, durante il 2020, non ha raggiunto il mezzo milione. Con le restrizioni il numero di fedeli presenti alla messa, nella basilica, è sceso da tremilacinquecento a duecento.

“L’esperienza delle messe trasmesse online è stato un grande successo”, conclude il rettore di Knock, “riusciamo ad avere fino a 250.000 fedeli collegati anche se il nostro obiettivo è ritornare con i fedeli in presenza davanti all’Eucarestia. Il primo passo sarà proprio il prossimo 10 maggio ma i numeri dovranno essere ancora limitati purtroppo”.

 
 
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