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martedì 26 settembre 2023
 
Il Teologo
 

Nella Chiesa come si conciliano denaro e povertà evangelica?

20/05/2020 

GIANNI R. - Come si concilia la gestione di ingenti somme di denaro da parte della Chiesa con la povertà evangelica e con il sogno di una Chiesa libera e povera? 

La Chiesa non disprezza il denaro o i beni materiali, piuttosto è chiamata a puriˆficarsi per considerarli sempre più dei mezzi e non dei fiˆni. Un anziano confratello amava ripetere che il dio denaro è l’unico dio che non conosce atei e lo diceva, nella sua predicazione, con grande amarezza. Allora si tratta di non perdere mai di vista il ˆfine al quale i beni terreni vanno destinati. Per quanto riguarda la Chiesa, si tratta di una duplice fiˆnalità. Innanzitutto quella dell’evangelizzazione: il Vangelo per essere annunciato ha bisogno di persone e strutture che devono essere sostenute anche economicamente. Poi vi è il fiˆne della carità, soprattutto verso i più indigenti e bisognosi. Anche le opere di carità hanno bisogno di risorse e di strumenti adeguati per potersi realizzare. Gesù stesso non ha disdegnato il sostegno economico, in particolare da parte delle donne che lo seguivano (Lc 8, 1-3) e, nella parabola dei talenti, utilizza la metafora del denaro fatto fruttare per disegnare il compito dei discepoli in vista del Regno di Dio (Mt 25, 14-30). Nella misura in cui la comunità credente, a tutti i livelli, riuscisse a ispirarsi a questa prospettiva evangelica e a ˆfinalizzare in maniera autentica i propri averi, potrebbe davvero diventare un segno per il mondo e in particolare per l’economia e la fiˆnanza, ricordando a tutti che il ˆfine del denaro è la persona.

 
 
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