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venerdì 27 gennaio 2023
 
l'incontro
 

«Nella comunicazione è decisivo il bisogno di riconoscimento»

24/01/2023  Fausto Colombo, docente di Teorie e tecniche dei media all’Università Cattolica di Milano, nell’incontro di formazione per giornalisti e dirigenti del Gruppo Editoriale San Paolo: «La tecnologia non è l’unico elemento decisivo nell’evoluzione del sistema dei media. C'è una grande contrapposizione tra la superficie della comunicazione mediatica in cui tutti parlano e nessuno ascolta e la capacità e il bisogno insoddisfatto di essere ascoltati»

«La tecnologia non è stato l’unico elemento decisivo per determinare il sistema odierno di comunicazione e l’evoluzione del media system da quelli a stampa ai media istantanei e audiovisivi, fino ai media di rete e alle piattaforme e media macchine».

È il punto di partenza della riflessione del professore Fausto Colombo (nella foto in alto, ndr), docente di Teorie e tecniche dei media all’Università Cattolica di Milano dove dirige anche il Master in Comunicazione, marketing digitale e pubblicità interattiva ed è Prorettore con delega alle attività di comunicazione e promozione dell’immagine dell’Ateneo, che ha tenuto un’incontro di formazione per i giornalisti e i dirigenti del Gruppo editoriale San Paolo sul tema “Rivoluzione tecnologica e nuove frontiere della comunicazione” che si è svolto martedì pomeriggio.

Colombo ha toccato numerosi temi: il ruolo dei social media che «non solo hanno cambiato il modo di comunicare ma intercettano altre esigenze completamente differenti degli utenti», la crescita delle grandi piattaforme, da Apple a Facebook ad Amazon, la centralità degli algoritmi che governano i motori di ricerca e le piattaforme stesse, la trasformazione radicale dei media tradizionali e il ruolo giocato dall’Intelligenza Artificiale. Per Colombo la fase di espansione delle piattaforme, iniziata vorticosamente nel 2005 e concisa con la crescita dei populismi e delle democrazie illiberali, ha raggiunto il suo apice durante la pandemia e ora si apre una nuova fase tutta ancora da decifrare.

Nella sua analisi storica e sociologica, Colombo individua i tre modelli di Internet oggi presenti nel mondo: quello americano il cui modello è «innovativo, commerciale e con tendente fortemente monopolistiche. I principali protagonisti sono i giganti tecnologici, il business model è basato sul baratto di servizi free in cambio dei dati degli utenti». Il modello europeo «cerca di proteggere gli utenti, affrontare i monopoli e difendere i valori democratici con la protezione de dati considerata diritto umano fondamentale». Infine, il modello cinese «chiuso, censurato e protezionistico che presenta elevate barriere all’ingresso per le aziende esterne ai suoi confini digitali con il governo centrale protagonista».

Colombo ha affrontato la figura definita “ibrida” dell’influencer il cui profilo, ha detto, coincide con quello del cantautore dell’omonima canzone di Edoardo Bennato.

I social media, si è chiesto infine, devono essere finalizzati ma a quale obiettivo: «C'è una grande contrapposizione tra la superficie della comunicazione mediatica in cui tutti parlano e nessuno ascolta e la capacità e il bisogno insoddisfatto di essere ascoltati, un bisogno che prende la forma della parola», ha concluso Colombo con un’analisi su che cos’è la comunicazione nella quale, ha spiegato, «noi mettiamo questo bisogno di riconoscimento, in un contesto come social media dove non c’identifichiamo con il nostro account. Costruire la comunicazione significa la capacità di recuperare la personalizzazione che non ha nulla a che vedere con le ricerche personalizzate di Google ma nella capacità di mettere al centro l'utente e il lettore nella sua complessità».

 
 
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