logo san paolo
mercoledì 25 novembre 2020
 
il commento
 

Nella tragedia del rapinatore quindicenne ucciso dal carabiniere l'istinto ha allestito la sua trappola mortale

03/03/2020  Quello che è accaduto a Napoli ci racconta di persone che faticano a mettere il pensiero davanti all'azione. Si vive sempre di più sotto il dominio dell'irrazionale, dell'impulsivo, dell'istantaneo (di Alberto Pellai)

Un 15enne ucciso durante una tentata rapina, da lui messa in atto verso un uomo che si difende e gli spara. Quell’uomo è in realtà un carabiniere che all’improvviso si trova catapultato dalla posizione di uomo di giustizia a giustiziere. Un’Italia che commenta questa vicenda trasformando ora l’uno, ora l’altro nel mostro del giorno. La famiglia della vittima che giustamente piange il proprio ragazzo. Ma che al tempo stesso attacca e aggredisce fisicamente il luogo dove è stato portato per le cure e poi è morto. Generando panico e devastazione e reclamando tale reazione come un diritto inoppugnabile.

Tutti contro tutti. E’ una scena da Far West. Dove tutti agiscono,  tutti urlano, tutti fanno danni. E’ una vicenda piena di dolore e di sconvolgimenti che dimostra, nel concreto, quanto il gesto impulsivo sia ormai la “regola” che guida i nostri movimenti. E come rimettere la ragione al centro delle nostre vite sembri più che mai una missione impossibile.

Il carabiniere che ha sparato ha certamente sentito su di sé la minaccia della morte. E quindi afferma di aver agito per legittima difesa. Il nostro cervello, quando in gioco c’è la sopravvivenza, non sa compiere azioni elaborate. Diventa rettiliano. Agisce di istinto e se c’è da sparare, spara. Un carabiniere dovrebbe essere “allenato” a “tenere” di più, ad usare un’autoregolazione e un autocontrollo superiore alla media,  in situazioni come queste. II suo addestramento professionale è fortemente centrato a puntare sul “sangue freddo” e l’azione che uccide dovrebbe rappresentare l’ultima delle scelte, di fronte a potenziali minacce. Dovrebbe essere un’opzione, appunto, messa in gioco quando l’unica alternativa che sentiamo dentro di noi è: “O la vita o la morte”.

Per questo, il suo aver sparato più colpi, da molti è considerato criticabile. Ma al suo fianco, dice il protagonista dei fatti, c’era la fidanzata. La pistola a un centimetro dalla tempia, la minaccia incombente, il bisogno di proteggere se stessi e la propria amata: difficile mettersi nella mente di chi ha agito sparando. Fondamentale è però ribadire che avere un’arma addosso può facilitare conclusioni impulsive e affrettate, può far entrare in agiti istantanei, guidati dal cervello rettiliano, che col “senno di poi”, potendo rigirare la scena, faremmo accadere in modo completamene diverso. Sappiamo, infatti, col senno di poi, che il 15enne aveva in mano una finta pistola.

Se il carabiniere fosse stato disarmato o avesse rinunciato ad usare l’arma di servizio, oggi saremmo a parlare di un orologio di gran marca rubato, di una città allo sbando, di minori che della vita non sanno nulla e che stanno trasformandosi negli errori che si sono accumulati nel corso della loro crescita: ovvero stanno diventando essi stessi lo sbaglio che hanno fatto. Invece di un orologio rubato, la cronaca oggi ci parla di due persone per cui è cambiato – e per sempre – il percorso di vita: uno ha trovato la morte, uno dovrà rialzarsi in piedi, dimostrando che la caduta che lo ha visto protagonista era inevitabile.

Più in generale, a me e a tutti i lettori, direi che questo fatto di cronaca, così straziante e così crudele, è un ulteriore esempio di come siamo diventati sempre più una popolazione che vive di puro istinto. Il 15enne ha fatto una rapina perché (così si legge nella cronaca) voleva andare in discoteca. E quindi, quella era il modo più facile per procurarsi i soldi che gli mancavano. Se stanno così le cose, quel  gesto diviene una prova della totale mancanza di apprendimento di “competenze per la vita” che a 15 anni dovrebbero già essere state integrate nel proprio modo di funzionare: saper prevedere le conseguenze potenziali e pericolose del proprio agire, saper sospendere il proprio desiderio se esso e irrealizzabile, saper tollerare la frustrazione che ci insegna a rinunciare alla logica del “tutto e subito”. L’immagine di una famiglia che in preda al dolore devasta un luogo di cura, come il pronto soccorso, ci fa ipotizzare che, forse, lo stesso nucleo familiare, più in generale, era mancante do queste competenze. Il carabiniere avrebbe dovuto sapere che, girare con un’arma fuori dall’orario di servizio, seppur possibile, implica una capacità di tenere a freno i nervi che, se difettosa, può esporti a conseguenze gravissime.

Perché difendersi andando in giro armati, in un mondo civile, in cui non sei in servizio come uomo di giustizia, può trasformarti nel giustiziere di cui tutti parlano. Più in generale, credo che i fatti terribili occorsi  a Napoli ci raccontino  di persone che faticano a trovare un luogo dentro di se che sappia mettere il "pensiero che serve" davanti all'azione che da esso dovrebbe conseguire. E se non lo impari a pensare, quel pensiero che non c’è diventa subito azione. La prima che ti viene in mente di fare. E che quindi, proprio perchè non è pensata, si trasforma in un “agito”irrazionale, impulsivo, estemporaneo, istantaneo.

Rapinare, sparare, devastare un pronto soccorso: si fa ciò che si sente, senza pensarci su prima. E quel fare diventa cronaca nera. Purtroppo. Pensiamoci su. Addolorati, ma soprattutto profondamente umani. Che anche il nostro parlare di questo fatto terribile, non sia irrazionale istintività. Ma bisogno di condividere parole piene di significato.

I vostri commenti
0
scrivi
 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo
Collection precedente Collection successiva
FAMIGLIA CRISTIANA
€ 104,00 € 0,00 - 11%
CREDERE
€ 88,40 € 0,00 - 35%
MARIA CON TE
€ 52,00 € 39,90 - 23%
CUCITO CREATIVO
€ 64,90 € 43,80 - 33%
FELTRO CREATIVO
€ 23,60 € 18,00 - 24%
AMEN, LA PAROLA CHE SALVA
€ 46,80 € 38,90 - 17%
IL GIORNALINO
€ 117,30 € 91,90 - 22%
BENESSERE
€ 34,80 € 29,90 - 14%
JESUS
€ 70,80 € 60,80 - 14%
GBABY
€ 34,80 € 28,80 - 17%
GBABY
€ 69,60 € 49,80 - 28%
I LOVE ENGLISH JUNIOR
€ 69,00 € 49,90 - 28%
PAROLA E PREGHIERA
€ 33,60 € 33,50
VITA PASTORALE
€ 29,00
GAZZETTA D'ALBA
€ 62,40 € 0,00 - 14%