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mercoledì 26 gennaio 2022
 
Beni sottratti alla mafia
 

Nelle terre dei clan, dove fiorisce il futuro

28/06/2015  Il 29 e 30 giugno, nelle terre del clan dei casalesi, nel Casertano, il consorzio a capitale pubblico Agrorinasce restituirà alla comunità quattro progetti di riconversione, finanziati con fondi europei, di beni confiscati alla criminalità organizzata.

Sopra: il centro di educazione ambientale a Santa Maria La Fossa. In alto: il centro di avviamento al lavoro artigianale Don Milani.
Sopra: il centro di educazione ambientale a Santa Maria La Fossa. In alto: il centro di avviamento al lavoro artigianale Don Milani.

Casal di Principe (Caserta)

Da simulacri del malaffare a simboli di un riscatto. Sono stati creati e gestiti dalla camorra con i soldi dello smaltimento illecito dei rifiuti, del pizzo, della droga, della prostituzione. Adesso ospitano strutture dove si farà pratica di legalità e di tutela dell'ambiente, attraverso il lavoro, la cultura, l'accoglienza, la solidarietà.

Il 29 e 30 giugno, nelle terre del clan dei casalesi, nel Casertano, il consorzio a capitale pubblico Agrorinasce restituirà alla comunità quattro progetti di riconversione, finanziati con fondi europei, di beni confiscati alla criminalità organizzata.

Lunedì, in mattina, a Casal di Principe sarà inaugurato il "Don Milani", centro di avviamento al lavoro artigianale nato per offrire un'occasione di formazione e di lavoro ad ex detenuti per reati non gravi.

Nel pomeriggio, a Santa Maria La Fossa, in località Ferrandelle, si terrà, invece, la festa di fine lavori del "Centro di educazione e documentazione ambientale" e dell'isola ecologica, sorti in un complesso agricolo confiscato a Francesco "Sandokan" Schiavone. Nell'occasione, Agrorinasce darà il via al cantiere per la costruzione di un impianto di biogas di 1 Megawatt per il trattamento dei reflui zootecnici degli allevamenti bufalini, che sorgerà accanto al centro. L’impianto, realizzato con un finanziamento privato di 9 milioni di euro, è, senza dubbio, uno dei più importanti investimenti su beni confiscati alla camorra in Italia.

Martedì, poi, cittadini e istituzioni si trasferiranno nella vicina Casapesenna, per un altro doppio appuntamento: l'inaugurazione dell’ostello della gioventù, "Il Paguro", e la festa di chiusura dei lavori del "Centro di aggregazione giovanile per l’arte e la cultura".

«I beni confiscati non sono solo il segno della vittoria dello Stato sulla criminalità, né è possibile ridurli a mero strumento di propaganda. Sono una risorsa per il territorio, una fonte di conoscenza, di reddito sano, luoghi di incontro, di scambio, di crescita», dichiara Giovanni Allucci, amministratore delegato di Agrorinasce. La decisione di concentrare in due giorni eventi così importanti ha la finalità di dare un segnale forte alla cittadinanza di un impegno lungo e complesso, come il recupero del beni confiscati, condotto dal consorzio.

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