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Nicole Kidman: ho voluto onorare una donna meravigliosa

14/05/2014  L'attrice interpreta Grace Kelly nel film che inaugura Cannes. Un film atteso e già discusso, a causa della presa di distanza del Principato di Monaco. «Mi auguro che i suoi figli, Stéphanie soprattutto, possano essere felici del modo in cui è stata rappresentata», commenta la Kidman.

Qui sopra e in alto: Nicole Kidman nei panni di Grace Kelly. Sotto: l'attrice con Tim Roth che interpreta Ranieri di Monaco e i figli.
Qui sopra e in alto: Nicole Kidman nei panni di Grace Kelly. Sotto: l'attrice con Tim Roth che interpreta Ranieri di Monaco e i figli.

Glamour e polemiche. È quanto promette il galà di apertura del 67° Festival di Cannes. Flash dei fotografi, taccuini dei cronisti e obiettivi delle telecamere saranno tutti per Nicole Kidman, che salirà la mitica scalinata del Palais in qualità d’interprete di Grace di Monaco, film di apertura proiettato fuori concorso per celebrare artisticamente (e non solo) la diva Grace Kelly a trent’anni dalla sua scomparsa nel tragico incidente stradale sui tornanti de La Turbie.

Chiacchiere e polemiche montano già da settimane, alimentate dalla reazione un po’ stizzita del Principato di Monaco alla visione in anteprima della pellicola: «Si tratta di pura finzione», il commento messo nero su bianco da Alberto, Caroline e Stéphanie, i tre eredi della principessa Grace. «La storia è inutilmente glamour e contiene significative imprecisioni nonché una serie di scene del tutto inventate». Sarà. Fatto sta che il film è stato giudicato più che buono da chi ha avuto la fortuna di visionarlo e che a firmarlo è un regista (il francese Olivier Dahan) che ha dimostrato di sapere il fatto suo quando si tratta di girare un biopic di successo: con La vie en rose, dedicato alla travagliata vita di Edith Piaf, nel 2008 ha fatto vincere a Marion Cotillard l’Oscar come miglior attrice protagonista. Insomma, difficile che sia caduto nella trappola di imprecisioni o volgarità.

Anzi, a suo favore depone la rottura con il produttore Harvey Weinstein, che negli Stati Uniti avrebbe voluto far circolare una copia diversa da quella di Cannes («Vogliono un film commerciale che profumi di margherite», lo sfogo di Dahan) e che, di fronte alle resistenze del regista, sembrerebbe voler rinunciare alla distribuzione oltreoceano. Scommettiamo che cambierà idea dopo le reazioni al film sulla Croisette? Inutile dire che i circa seimila giornalisti accreditati al Festival si stanno già accapigliando per garantirsi il posto alla proiezione.

E che c’è già grande attesa tra i cinefili: la pellicola uscirà in Francia lo stesso 14 maggio, giorno del galà sulla Croisette, mentre nelle sale italiane approderà il giorno successivo. Comunque, fino alla vigilia non si saprà se i figli di Grace Kelly parteciperanno come ospiti d’onore all’anteprima. Se lo faranno, sarà il culmine del glamour internazionale. Se rifiuteranno polemicamente, la notizia farà il giro del mondo. In ogni caso, per Gilles Jacob e Thierry Frémaux (presidente e délegué général del Festival, autentici volponi dell’ambiente) sarà una vittoria. Poi dicono della Mostra di Venezia...

«Mi auguro che i suoi figli, Stéphanie soprattutto, possano essere felici del modo in cui Grace Kelly è stata rappresentata», ribatte alle critiche una Nicole Kidman sorpresa e amareggiata. «D’altronde, il regista Dahan ha sempre detto di voler fare un film di finzione e non un documentario biografico». Non per nulla, Grace di Monaco non ripercorre la vita e la carriera della diva diventata principessa, ma si concentra su un periodo chiave della sua esistenza. Quello in cui, erano i primi mesi del 1962, il grande Alfred Hitchcock la mise di fronte a un dilemma: accettare la proposta di tornare al cinema come protagonista del giallo Marnie (ruolo poi andato a Tippi Hedren) oppure confermare il ritiro, annunciato nel 1956 in occasione delle nozze col principe Ranieri di Monaco.

Hitchcock (che amava definire la sua attrice preferita con l’ossimoro “ghiaccio bollente”) sapeva che la bionda Grace sarebbe stata fortemente tentata, ma lei trovò la forza di rifiutare. E lo fece per amore del marito, dei figli e del suo ruolo nel Principato: all’epoca era in corso una dura disputa tra i Grimaldi e il presidente De Gaulle, che minacciava l’annessione alla Francia e la fine della loro sovranità. «Grace Kelly è stata una donna meravigliosa e io ho cercato di onorarla», spiega Nicole Kidman. «Ho cercato di sentire il battito del suo cuore, ma solo per quei sei mesi su cui si concentra il film. All’epoca, Caroline e Alberto erano bambini. Stéphanie doveva ancora nascere... È stato arduo capire come interpretarla. Grace era un’icona, ma anche una donna vera. Il film cerca di smitizzarla per mostrarla come essere umano. Dalle mie ricerche ho imparato ad amarla, perché lei aveva un’anima bellissima».

Cos’altro potrebbero chiedere i figli al ricordo della loro nobile mamma? Fatta salva una postilla della Kidman: «Grace è stata la prima principessa moderna, abile nel manipolare i media e creare scalpore intorno a sé», sorride sibillina. «In questo senso, direi che è un personaggio non molto diverso da ciò che è stata Lady Diana».

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Nicole Kidman e Grace Kelly, dive a confronto
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