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giovedì 30 giugno 2022
 
 

Niger, così rifiorisce il Sahel

13/11/2012  L'Ong Bambini nel Deserto ha attivato un progetto di micro credito per finanziare attività generatrici di reddito: destinatarie le donne, nigerine o migranti, vera garanzia di successo.

Agadez, dipartimento di Tchirozerine, Niger. Un luogo dimenticato dell'Africa, lontano dalle più battute rotte turistiche del continente, che in passato è stato definito come l'inizio della fine del mondo. In un'economia tra le dieci più povere al mondo, in cui neanche la presenza di giacimenti di uranio ha contribuito a migliorare le condizioni di vita della popolazione, costretta a un reddito pro capite medio che si stima in circa 800 dollari, fare impresa è impensabile. Se alle condizioni climatiche sfavorevoli, a una situazione politica relativamente tranquilla da poco più di un anno, alla carestia che ha messo in ginocchio l'intera ragione del Sahel negli ultimi mesi, a una terra indubbiamente meno generosa rispetto ad altri Paesi limitrofi, si aggiunge l'emergenza dovuta alle guerre civili, alle rivolte, ai cambi di governo che stanno mettendo a dura prova la tenuta dell'intero Nord Africa, è facile intuire come a nessuno venga in mente di investire in Niger, terra di mezzo se ce n'è una. Già, peccato che dalla sola Libia, con la caduta di Gheddafi, siano giunte almeno 70mila persone che, anche se prima avevano qualcosa, oggi di sicuro non hanno più niente: quel "poco", facilmente, ha salvato loro la vita. Chi sarebbe dunque così pazzo da credere che in Niger, con sacrifici economici minimi uniti a una sana dose di coraggio, programmazione e lungimiranza, si possa davvero generare ricchezza? 

Di sicuro i volontari e i cooperanti dell'organizzazione Bambini nel Deserto che, non a caso in Niger, hanno gettato le basi e sostenuto il consolidamento di efficaci progetti di sviluppo attraverso attività generatrici di reddito con positive ricadute dirette e indirette a favore della popolazione migrante e non residente ad Agadez e delle donne profughe della guerra libica, per lo più ripudiate o vedove i cui mariti sono caduti vittime delle violenze senza scrupoli dei mercenari assoldati dal colonnello Gheddafi per seminare panico e morte tra i civili con una vera e propria caccia "all'uomo nero". L'Ong si è impegnata nel progetto Exodus su piani diversi: terminata l'emergenza dei mesi in cui in Libia infuriava il conflitto e il Niger era tutt'altro che pronto ad affrontare un flusso migratorio di tale portata, lo staff tecnico italiano ha raccolto e interpretato, offrendo da subito risposte concrete, le esigenze manifestate dalle associazioni locali diventando ad Agadez, l'unico punto di riferimento per tutti i rifugiati. In questa fase, BnD ha operato un'azione capillare di informazione su temi di carattere legislativo, in particolare cercando di spiegare il confine sottile e delicato che spesso corre tra immigrazione clandestina e diritto di asilo, e sanitario, per prevenire eventuali epidemie. 

Ma non è tutto: si è infatti sentito il bisogno di dare nuova speranza e nuovo impulso alla vita sociale ed economica della comunità. Da qui l'idea che 84 donne (nigerine e migranti), beneficiarie di piccoli micro crediti per il sostegno all’installazione di attività generatrici di reddito, fossero appositamente formate in gestione di micro-imprese. Un approccio originale per supportare le azioni di contenimento dei flussi migratori verso nord e facilitare il reinserimento nel circuito economico di una numerosa fetta di popolazione che altrimenti sarebbe, a priori, lavorativamente esclusa e socialmente emarginata. È così che sono nati piccoli negozi-laboratori di tessuti, cuoio, maglia, profumi, legno: in meno di un anno, tutte coloro che hanno ricevuto il denaro necessario all'avvio dell'attività (171 euro a testa), hanno saldato il loro debito. D'altronde, come ricorda Luca Iotti, presidente di BnD reduce da una missione proprio ad Agadez dove ha potuto monitorare alcuni progetto sostenuti dall'associazione, «le donne sono una garanzia in questo senso: quello che ricevono, puoi stare sicuro che lo restituiscono. Hanno una marcia in più, forse dovuto alla responsabilità che sentono di avere sulle spalle in quanto madri, mediamente di almeno due figli».

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