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giovedì 01 dicembre 2022
 
 

Nino Rota, sinfonie per il cinema

03/12/2011  Cento anni fa nasceva il grande compositore, noto per le colonne sonore dei capolavori di Fellini, Zeffirelli, Visconti, ma di recente riscoperto anche come autore di nicchia.

«Se i miei colleghi sapessero quanto mi risulta facile scrivere musica, chissà quali sarebbero i loro commenti…». Così si esprimeva Nino Rota, uno dei musicisti italiani più famosi del ‘900. Il suo stile limpido e scorrevole, la sua vena melodica ineguagliabile sono per sempre legati a tanti capolavori del cinema: come Napoli milionaria di Eduardo de Filippo, Il gattopardo di Visconti, La strada, Amarcord e 8 e 1/2 di Fellini, Romeo e Giulietta di Zeffirelli.


Rota, nato a Milano il 3 dicembre di 100 anni fa, non è stato solo il compositore di colonne sonore che tutto il mondo ha ascoltato, fischiettato e amato, ma un musicista completo e capace di spaziare nell’opera lirica (Il cappello di paglia di Firenze), nella musica sinfonica, in quella strumentale.

Didatta e direttore di Conservatorio, ha avuto come allievo, fra gli altri, Riccardo Muti.
Il Rota compositore più di nicchia è stato scoperto in anni recenti: e la sua musica è tornata nelle sale da concerto e di incisione, soprattutto in questi mesi di celebrazioni. Ma dell’artista che ha iniziato la sua avventura con il cinema nel 1933 con un cast di ventenni nel film Treno popolare di Raffaello Matarazzo, per arrivare all’Oscar nel 1975, rimarrà sempre nel cuore la cantabilità di pagine che perpetuano la grande tradizione melodica italiana. Come l'"Improvviso dell'Angelo" che Giulietta Masina volle far risuonare per dare l’addio a Federico Fellini.

 
 
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