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mercoledì 10 agosto 2022
 
 

"Colpita la cultura antimafia"

19/05/2012  Parla il giudice Tona: questa vicenda non può che rafforzare il lavoro svolto dalle scuole e dalle istituzioni per migliorare l'educazione alla legalità.

Il magistrato Giovan Battista Tona.
Il magistrato Giovan Battista Tona.

L’invito è a non abbassare la guardia. "Qualunque sia la matrice di questo attentato il fatto è molto preoccupante". Il giudice Giovanbattista Tona, presidente dell’ Anm di Caltanissetta e uno dei magistrati che indagò sull’attentato di via d’Amelio a Paolo Borsellino e alla sua scorta,  sottolinea che "la matrice ancora non è comprensibile, ma c’è un dato da non sottovalutare e cioè che  gli organi investigativi e giudiziari da tempo hanno pubblicamente invitato a guardare con molta attenzione ai sommovimenti della criminalità organizzata di quel territorio. Ci sono stati in passato minacce, c'è stato un grido d’allarme dei procuratori della Repubblica. In materia di criminalità organizzata la prevenzione è anche una questione culturale e sarebbe auspicabile che quando ci sono grida d’allarme e valutazioni concrete basate su elementi oggettivi si cominciasse a parlare per tempo dei problemi dei territori dove la criminalità si manifesta".


La scuola intestata alla moglie di Falcone, la carovana antimafia che oggi passa da Brindisi, l’anniversario della strage di Capaci tra qualche giorno. Sono solo coincidenze? 

"I colleghi stanno lavorando. Non so ancora, dunque, se sono coincidenze. Quel che è certo è che questo è il modo peggiore per commemorare Falcone. Il fatto che dopo 20 anni nel nostro Paese è ancora possibile che delle persone ritengano, per qualsivoglia ragione, di fare un’azione così crudele è un segnale molto preoccupante al di là della matrice". 

Desta allarme anche il fatto che si sia trattato di una scuola? 

"Certamente sì. Anche perché negli ultimi anni le scuole sono state i luoghi dove, prima ancora che altrove, c’è stata una forte crescita della cultura antimafia, della cultura della legalità. Si è lavorato molto con le scuole e la prossimità delle istituzioni scolastiche ai palazzi di giustizia si è vista nelle tante attività fatte insieme da magistrati,  esponenti delle forze dell’ordine, studenti con loro insegnanti. È un rapporto di solidarietà che si è costruito negli anni e che questa vicenda così dolorosa non può che rafforzare”.  

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