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Detenuti e pasticceri, carcere e gusto

29/02/2012  Una nuova e bella idea di recupero del Consorzio Rebus, che dà lavoro a oltre 120 detenuti: abbinare gusto e moda portando in carcere la possibilità d'impare un mestiere di alta scuola.

Visita nella cucina del carcere con chef e maestri pasticceri.
Visita nella cucina del carcere con chef e maestri pasticceri.

"Saremo a Taste 2012, alla Stazione Leopolda di Firenze dal 10 al 12 marzo. Potrà sembrare strano, un abbinamento carcere-gusto-moda, ma pensandoci bene non è davvero così". Nicola Boscoletto, presidente del Consorzio Rebus, cioè il produttore dei famosi "Dolci di Giotto" è giustamente orgoglioso di questo importante traguardo raggiunto. Il bello e il buono vanno d'accordo.

"Pitti Immagine" è l’impresa italiana che opera ai massimi livelli internazionali nella promozione dell’industria e del design della moda e ultimamente del cibo e dei sapori, appunto con "Taste": un'importante rassegna di enogastronomia la cui anima è il "gastronauta" Davide Paolini, è il salotto italiano del mangiare bene e stare bene, dove si danno appuntamento i migliori operatori internazionali dell’alta gastronomia, ma anche il sempre più vasto e appassionato pubblico del buon cibo e del buon vino.

"E' la passione per il proprio lavoro, che coincide inevitabilmente con la passione per la propria vita, a portare i detenuti a imparare un mestiere, fatto di metodo rigoroso, di formazione specifica e pratica, di percorsi mirati e personalizzati". Il tutto fatto con stile, voluto con stile. Nessuna concessione al pietismo e alla qualità mediocre. E questa è l'ennesima, nuova, bella idea di recupero del Consorzio Rebus.

Il presidente del Consorio, Nicola Boscoletto, non si stanca di illustrarne le finalità: "Una possibilità reale per creare vere figure professionali, quelle maestranze artigianali di cui tanto il mercato ha bisogno, compreso quello della moda, per competere con le sfide della crisi, che non è prima di tutto economica, ma di senso e significato del lavoro. Qui c’è un tentativo di rispondere a questa sollecitazione La sollecitazione del mercato, della qualità e la sollecitazione a creare (ricreare) donne e uomini veri. Che poi è quello di cui abbiamo bisogno, dentro e fuori dal carcere».

"I 'Dolci di Giotto' è anzitutto un nostro espositore" ha precisato Gaetano Marzotto, presidente di Pitti Immagine "ed è un esempio di eccellenza artigianale italiana, di passione per la qualità del prodotto, di capacità commerciale. I suoi panettoni natalizi sono famosi e distribuiti in tutta Italia e anche all’estero. Ma dietro a questi prodotti c’è un esperimento sociale di grande rilevanza, un’avventura umana non comune, che vogliamo contribuire a far conoscere e che noi stessi, persone di Pitti Immagine e cittadini italiani, vogliamo conoscere meglio". E come percorso di conoscenza - diciamolo pure - è uno dei più piacevoli che ci siano...

Il Consorzio Rebus dà lavoro a oltre 120 detenuti, riscattando attraverso il bene, il buono e il gusto il proprio destino. Lo fa producendo dolci squisiti, con un ingrediente in più: la grandissima passione di chi li ha reaizzati. Boscoletto snocciola cifre. I vent’anni di presenza in carcere. I dati sulla recidiva, inferiore all’1% per chi lavora all’interno della struttura penitenziaria. I 250 euro di costo reale di ciascun detenuto per la collettività. Il piccolo costo che comporterebbe grandi risparmi, se la revisione della legge Smuraglia (la legge sul lavoro in carcere) trovasse l'accordo di tutti (è in discussione in questi giorni).

Il Consorzio Rebus non produce solo succulenti prodotti gastronomici ma anima tante attività: l'assemblaggio biciclette, con una piccola catena di montaggio estremamente efficiente che produce biciclette per Esperia con marchi di grande lustro: Torpado e Bottecchia. L' assemblaggio delle valigie Roncato, la lavorazione delle confezioni in cartoncino per gli scopi più svariati: industria farmaceutica, cosmetica, alimentare.

Le chiavette usb realizzate per Infocert, 20mila all’anno, destinate alle Camere di commercio di tutta Italia. E gli 850 pasti confezionati tre volte al giorno nel rispetto di tutte le norme igienico sanitarie, di sicurezza e di qualità dalle cucine del carcere, sempre gestite dalle cooperative aderenti al ConsorzioRebus. Un lavoro grandissimo. Bellissimo. Buonissimo.

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