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Simonelli: «Troppi soldi, ma se uno è liberale...»

16/10/2013  Lo storico della televisione Giorgio Simonelli ribatte a Renato Brunetta:«Se si è liberali, bisogna esserlo fino in fondo». Spetta alla Commisione di vigilanza della Rai, non alle dirette televisive, affrontare la questione.

L’onorevole Renato Brunetta domenica sera attacca il conduttore di Che tempo che fa, Fabio Fazio, per i suoi compensi. Oggi, il critico televisivo Aldo Grasso afferma: «se Fazio, con i suoi programmi, riesce ad avere un ritorno pubblicitario proficuo significa che quei soldi sono ben spesi. A Mediaset, a Sky, a La 7 fanno così». Nel frattempo, Crozza e Benigni interrompono trattative milionarie con la Rai. Ne parliamo con Giorgio Simonelli, storico della televisione.

«La premessa fondamentale è che di queste cose non si dovrebbe discutere in televisione ma nelle sedi opportune. Quella è un’occupazione indebita di spazi pubblici. Questa è una regola della buona educazione, non si va a casa di uno e tu gli fai i conti in tasca. E questa è la prima cosa che mi inquieta. Così ieri sera Crozza che ha fatto un discorso sui suoi compensi. Sono contrario che uno, chicchessia, vada in Tv, peggio se è pubblica, a raccontare i fatti suoi o, come ha fatto Brunetta, dell’interlocutore».

È giusto o meno che Fazio venga pagato 5 milioni di euro per tre stagioni?

«Il discorso, a parer mio, è semplice: è evidente che in un momento di crisi come quello che il nostro paese sta vivendo 5 milioni di euro sono troppi per Fazio, come per Balotelli come sono troppi i soldi che prende Brunetta. Che ci siano un sacco di persone che guadagnano troppo è fuori discussione. Però dei guadagni delle persone bisogna discutere nelle sedi opportune. Brunetta è in Commissione di vigilanza ed è lì che deve porre il problema. Poi che ci siano in Italia e nel mondo persone che guadagnano troppo è fuori discussione. Mi fa specie che questi discorsi vengano fatti dai sedicenti liberali che hanno sempre considerato il mercato arbitro delle cose. Allora se il mercato è arbitro il problema non c’è perché Fazio fa guadagnare la Rai perché quello è un programma ha degli investimenti. Se si è liberali, lo si è davvero e bisogna accettare che è il mercato che fa i prezzi. Se, invece, come me, non si è liberali allora si crede che c’è un controllo del mercato da parte delle istituzioni. Deve essere chi governa la Rai che ha un mandato pubblico per calmierare le cose. E visto che la Rai è governata dal Parlamento, è il Parlamento che deve intervenire. Io come cittadino sono offeso dal fatto che il mio canone debba servire per discutere dei compensi di Fazio. Io voglio che uno venga intervistato per parlare delle cose di cui è responsabile. Il vero spreco di denaro pubblico è personalizzare così i problemi».

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