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venerdì 19 aprile 2024
 
Il caso
 

«Non sono i poveri il problema della stazione Termini»

20/02/2023  Il direttore della Caritas di Roma risponde alle accuse di Federalberghi: «Il nostro Ostello parte della risposta e non causa dell'insicurezza».

«In una città dove ogni notte più di 8.000 persone dormono in strada o in alloggi di fortuna è immorale affermare che il problema della sicurezza alla Stazione Termini sia l’Ostello Don Luigi Di Liegro della Caritas di Roma che dal 1987 ospita 180 senza dimora tra uomini e donne». Risponde così Giustino Trincia, il direttore della Caritas di Roma, alle accuse di Federalberghi Roma che chiede, per motivi di sicurezza, il trasferimento della struttura di via Marsala. Voluto dall’allora direttore della Caritas don Luigi Di Liegro e riqualificato già nella seconda metà degli anni Novanta e poi di nuovo nel 2015, l’Ostello - in cui papa Francesco ha aperto la porta santa per il Giubileo della misericordia, è, semmai, un presidio di legalità. Se è vero, infatti, che Termini è spesso luogo di spaccio e di piccoli furti, di prostituzione (esercitata nei tanti alberghi a ore che circondano la stazione) la responsabilità non è certo di una struttura che, come sottolinea la stessa Caritas, «è parte della risposta a un problema che andrebbe affrontato assieme». Il diacono Trincia ricorda che «non c'è contrapposizione tra l'accoglienza dei poveri, l'esigenza di maggiore sicurezza e tutela dei legittimi interessi economici nell'area della stazione Termini». Tanto più che «l’Ostello opera fuori dalla stazione Termini e in una zona periferica rispetto a quella degli alberghi. Una zona in cui si è concretizzata la collaborazione tra le Istituzioni, in modo particolare Roma Capitale, le Ferrovie dello Stato, azienda che in tutta Italia ha fatto delle politiche d'inclusione un elemento strategico della sua responsabilità sociale, e le tante forze di volontariato».

Secondo la Caritas «per riqualificare una città, in termini di decoro e sicurezza, occorre essere inclusivi, avere idee e collaborare. Chi rivendica solo esclusioni e chiusure, purtroppo, ha altri interessi e non il bene della città e di chi soffre nell’emarginazione. I poveri, i senza dimora, non vanno nascosti, portati lontano perché danno fastidio al "decoro" e agli interessi economici, ma vanno ascoltati, accolti e messi in grado di uscire dalle loro emergenze, grazie all'aiuto di tutti, albergatori e soggetti economici compresi, oltre che delle istituzioni pubbliche».

 
 
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