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lunedì 04 luglio 2022
 
 

Nonino, un premio al dissenso

11/01/2012  Il teologo svizzero Hans Küng, il poeta cinese Yang Lian, lo storico inglese Michael Burleigh e i contadini degli orti di Gorizia sono i vincitori dell'edizione 2012.

C'è sempre una certa attesa per il Premio Nonino: i nomi che l'ultra-competente giuria estrae dal cilindro sono puntualmente di altissimo profilo, in più occasioni hanno anticipato la consacrazione pubblica di alcuni personaggi, all'epoca semisconosciuti, e a volte anche i Nobel, come è accaduto con il poeta svedese Tomas Tranströmer, vincitore del Nonino nel 2004 e del Nobel 2011. Con, in aggiunta, un occhio di riguardo per la tutela delle tradizioni e dell'ambiente. L'edizione 2012, la XXXVII, non ha tradito le aspettative, selezionando una serie di nomi in qualche modo accomunati dal tema del dissenso.

La giuria -  presieduta da V.S. Naipaul, premio Nobel per la Letteratura 2001, e composta, fra gli altri, da Adonis, John Banville, Ulderico Bernardi, Peter Brook, Claudio Magris, Morando Morandini ed Ermanno Olmi - ha assegnato il Premio internazionale al poeta cinese Yang Lian. «Ancorato alle millenarie radici della sua cultura», recita la motivazione, «la reinterpreta, reiventandola e aprendola alla tensioni della contemporaneità, toccando nei suoi versi tutti i grandi interrogativi del nostro esistere». La sua opera è diventata famosa in Cina e all'estero negli anni Ottanta, quando la sua sequenza Norilang è stata criticata dal Governo cinese. Dopo il massacro di Piazza Tienammen, vive in esilio a Londra. A pubblicarlo in Italia sono Scheiwiller ed Einaudi.

Farà discutere il Premio Nonino 2012 ad Hans Küng, il teologo e filosofo svizzero a cui il Vaticano nel 1979 revocò la licenza all'insegnamento, a causa di alcune posizioni "estreme" da lui assunte, come quella che metteva in discussione l'infallibilità del Papa. Va detto che nella motivazione del Premio, quasi a voler prevenire ogni polemica strumentale, si fa riferimento al suo impegno etico, e non a tali prese di posizione, citando soprattutto il suo saggio Onestà - Perché l'economia ha bisogno di un'etica (Rizzoli). Non è tanto il "prete ribelle" ad aver attirato l'attenzione, quanto il critico che ha denunciato i limiti di un sistema economico privo di regole morali.

"Maestro del nostro tempo" è stato riconosciuto lo storico inglese Michael Burleigh, grande studioso della Rivoluzione francesce e dei totalitarismi e fautore di un nuovo «ottimismo della ragione» per orientarsi nel divenire planetario. Docente nelle più prestigiose università, Burleigh in passato ebbe il coraggio di denunciare esplicitamente il nepotismo e le storture del mondo accademico. Il "Risit d'Aur", infine, è andato ai Contadini degli orti di Gorizia, che «da oltre centocinquant'anni si tramandano gelosamente, di generazione in generazione, i preziosi semi della "Rosa di Gorizia"», un radicchio a forma di rosa vanto.

La cerimonia di premiazione avverrà sabato 28 gennaio alle distillerie Nonino di Ronchi di Percoto (Udine).

 
 
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