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giovedì 18 agosto 2022
 
 

Norcia, la ripresa a piccoli sorsi

10/08/2017  Dopo il sisma, l’aiuto di birra Leffe

C’è un legame che unisce i frati dell’abbazia belga Notre-Dame de Leffe ai monaci benedettini di Norcia. È la birra, bevanda che affonda le sue origini nell’operosità dei monasteri medievali dove veniva prodotta per essere venduta a fini caritatevoli. I monaci belgi ancora oggi sono operativi nelle scelte decisionali legate alla qualità di Leffe e i monaci di Norcia producono anche loro una birra artigianale, Nursia.

Ora Leffe, la storica birra belga d’abbazia nata nel 1240 proprio da un gruppo di monaci norbertini situati a Dinant, ha lanciato la bottiglia #LeffeperNorcia, un’edizione limitata di Leffe Blonde per aiutare i monaci umbri colpiti dal terremoto che ha distrutto lo storico monastero di San Benedetto, fondato da tradizione sulla casa natale dei santi fondatori dell’Ordine, Benedetto e Scolastica. Ospitava una comunità internazionale di giovani monaci, circa 15, che dopo le lesioni subite dalla struttura sono stati costretti ad allontanarsi dal paese.

Tutti i proventi derivati dalla vendita delle bottiglie #LeffeperNorcia saranno donati alla comunità nursina per costruire una cappella in legno presso San Benedetto in Monte, località poco fuori le mura della città dove c’era un vecchio monastero da restaurare che è stato spazzato via dal sisma e che ora si vuole ricostruire in legno e con metodi antisismici. Si tratta della prima fase di un progetto più ampio che porterà alla costruzione dell’abbazia definitiva.

Sono 100 mila le bottiglie #LeffeperNorcia in vendita, solo in Italia, e riconoscibili, in negozio, dall’incarto bianco che riporta tutte le informazioni riguardanti il progetto.

«Siamo nati secoli fa dall’idea e dalle mani di pochi frati», ha spiegato Davide Franzetti, amministratore delegato di AB InBev, il gruppo di cui fa parte Leffe. «Quando abbiamo saputo dei danni che i monaci di Norcia hanno subito a causa del terremoto, il pensiero di cercare un modo per sostenerli è stato immediato. Con il progetto #LeffeperNorcia vogliamo aiutarli a ritrovare una normalità. Confidiamo che il nostro contributo possa servire a trasformare la cappella in un simbolo di rinascita, luogo di riferimento per gli abitanti di Norcia».

Per padre Benedetto Nivakoff, priore della comunità benedettina di Norcia, si tratta di un «aiuto importante, perché è segno di fiducia e speranza». Il 30 ottobre scorso, quando ci fu il terremoto, il priore era a San Benedetto sul Monte, e ha visto salire il fumo dalla città. «Ce n’eravamo già andati via, da Norcia, a causa delle scosse di agosto», ha spiegato. «Vivevamo in alcune casette di legno. Abbiamo visto una gran nuvola di fumo che si alzava su Norcia».

«Siamo corsi in città», continua, «per aiutare la gente in casa e i feriti. C’erano due persone nel monastero, rimaste lì per continuare a celebrare le funzioni. Grazie a Dio sono fuggiti in tempo: appena hanno sentito la prima scossa sono corsi fuori. Un attimo dopo è crollato tutto». Sul sito www.leffepernorcia.it è possibile seguire l’avanzamento del progetto.

 
 
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