Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
lunedì 22 luglio 2024
 
 

Nozze gay: «Torino non imitare la pazzia di certi sindaci»

03/11/2014  Il cardinale Severino Poletto, arcivecscovo emerito di Torino, celebra la Messa dei defunti al Cimitero Monumentale e lancia un messaggio chiaro: «Mi auguro che qui non si vada dietro la pazzia di certi sindaci che trascrivono i matrimoni omosessuali fatti all’estero», ha detto.

Celebra la Messa dei defunti al Cimitero Monumentale di Torino al posto dell’arcivescovo Nosiglia, impegnato a Gaza, e poi ribadisce la propria posizione sui temi caldi del momento. A cominciare dalle nozze gay che molti sindaci, a cominciare da Ignazio Marino a Roma, hanno deciso di trascrivere in Italia. «Mi auguro che qui non si vada dietro la pazzia di certi sindaci che trascrivono i matrimoni omosessuali fatti all’estero», è il messaggio del cardinale Severino Poletto, arcivescovo emerito di Torino. «In Italia non si può fare e mi auguro che le leggi tengano conto di questa problematica. In questa vicenda è la visione antropologica della persona che va a farsi benedire».

Anche sulle unioni civili il cardinale è chiaro: «Il matrimonio vero è tra un uomo e una donna. Non sono contrario ai diritti individuali: se due omosessuali vogliono mettersi insieme non li giudico, ma non chiamiamolo matrimonio».     Quanto alle unioni civili, «dipende da che diritti si danno. Se sono gli stessi che si danno a una famiglia non sono d'accordo? Ma ci rendiamo conto che non nascono più bambini? Renzi ha proposto il bonus bebè, mentre nella laicissima Francia sono anni che la famiglia è sostenuta. In Italia stanno morendo gli italiani». Sulla richiesta di riconoscere le coppie gay, Poletto è chiaro: «C’è una forte componente culturale in tutto questo. I Gay Pride, questo vantarsi, il sindaco Marino che trascrive i matrimoni ripreso dalle televisioni. Tutto diventa una specie di vanto. E io credo così si vada a rovinare qualcosa. Come con la fecondazione eterologa, che spero non venga introdotta». Il motivo? «Si va a rovinare l’equilibrio di una persona», ha detto Poletto. «Ogni persona ha bisogno di riconoscere chi è sua madre e chi è suo padre. È così anche per i figli adottivi delle coppie omosessuali: che equilibrio può venir fuori ? Il discorso, alla fine, è di fede, ma anche di legge naturale. Dio ha creato l’uomo e la donna per un motivo fondamentale: una legge naturale dell’amore, della procreazione, della continuazione della specie. Ma c’è una corrente di pensiero che se ne infischia della legge naturale e vuole diffondere idee diverse».

 Infine, una riflessione sulla proposta di bus separati per i rom a Borgaro Torinese: «Mi ha lasciato esterrefatto questa vicenda», ha detto. «Se questi ragazzini disturbano, la cosa più giusta è mettere un vigile. Mi ha fatto male che questa storia sia finita su giornali e televisioni, dando un’immagine non veritiera di Torino, che è una città moderna, aperta».   

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo