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sabato 31 luglio 2021
 
 

Nucleare, la parola agli esperti

30/03/2011  Modesta proposta: se, invece di scannarci in polemiche ideologiche, provassimo ad ascoltare gli scienziati? Ecco qualche libro per farsi un'idea, senza pregiudizi.

Un tecnico giapponese dà conto della situazione alla centrale di Fukushima, a 250 kilometri da Tokyo.
Un tecnico giapponese dà conto della situazione alla centrale di Fukushima, a 250 kilometri da Tokyo.

   Farsi un'idea esatta e fondata sul nucleare è difficile per il comune cittadino, perché non è in grado di valutare fino in fondo gli aspetti scientifici della questione, certo, ma ancor di più perché il dibattito non è orientato alla ricerca della verità e della soluzione migliore, ma, al contrario, soffocato dall'ideologia. La tragedia che ha colpito il Giappone, poi, non ha favorito un dibattito sereno e obiettivo. Provare a dare la parola agli scienziati dovrebbe essere il compito primario dei mass mdia. Noi vogliamo provarci, indicando i testi più recenti sull'argomento.

   Una tecnologia obsoleta, costosa e pericolosa. Uno dei saggi più interessanti uscirà a fine aprile: Scram di Angelo Baracca e Giorgio Ferrari Ruffino, con contributi di Ernesto Burgio e Mycle Schneider (Jaca Book). La parola che dà il titolo al libro indica il repentino spegnimento di un reattore nucleare, attraverso l'inserzione rapida di barre di controllo. Tesi del libro - sviluppata in termini rigorosi,  basata sull'analisi dell'intero ciclo nucleare - è che la tecnologia nucleare non è affatto avanzata, bensì complicata, vecchia, costosa e pericolosa. Una particolare attenzione è rivolta al caso italiano.

    Le domande a cui dobbiamo rispondere. Luigi De Paoli, docente di Economia dell'energia e dell'ambiente alla Bocconi di Milano,  direttore della rivista Economia delle fonti di energia e dell'ambiente, tenta di ricondurre la discussione nell'alveo della valutazioni scientifiche ed economiche in L'energia nucleare (il Mulino).  Alla fine del testo, l'autore esprime la convinzione che l'umanità, in futuro, non potrà fare a meno di questa risorsa. Ma il percorso del libro è tutto volto a fare chiarezza sulle questioni centrali: il nucleare conviene? E' vero che può contribuire allo sviluppo sostenibile? Il rischio delle emissioni radioattive e il problema delle scorie da smaltire ce ne devono tenere lontani?

   Ecco le sedi italiane. Il titolo, Bidone nucleare (Bur), non lascia spazio a dubbi. Roberto Rossi, che segue da anni il piano governativo di rilancio nucleare, fa un bilancio della situazione consultando esperti e presentando documenti inediti. Parla delle centrali che vogliono metterci in casa - le Epr, della francese Areva - che, tra sistemi di sicurezza mal progettati e crepe nella struttura di contenimento, fanno tremare i finlandesi. E punta il dito sull'apparato di propaganda che mira a rassicurarci con, a suo giudizio, una montagna di bugie. Ma soprattutto rivela le sedi italiane selezionate per lo smaltimento delle scorie.

    Per chi ha voglia di imparare. Un taglio didattico contraddistingue Energia nucleare di Giancarlo Sturloni (Alpha test): partendo dalla scoperta della radioattività naturale, il responsabile di progetto del Master in Comunicazione scienza alla Sissa di Trieste, membro del gruppo di ricerca Ics (Innovations in the Communication of Science) della Sissa stessa e redattore della rivista internazionale JCOM (Journal of Science Communication), arriva alle sue principali applicazioni tecnologiche. Il volume offre ai lettori - studenti e non solo - gli strumenti per orientarsi nella complicata questione sull'impiego dell'atomo, tra questioni scientifiche, tecnologiche, storiche e geopolitiche.

    Non ne vale la pena. Apprezzabile lo sforzo di Sabrina Arcuri in Nucleare sì? Nucleare no (Emi) di valutare criticamente tutti i pro e i contra di questa opzione energetica. La sua conclusione? Allo stato attuale, i problemi insoluti e i rischi superano i possibili vantaggi.

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