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martedì 25 gennaio 2022
 
 

Nuovi strumenti per il non profit

09/10/2012  Il "Sodalitas social innovation" ha premiato i progetti che sono riusciti meglio a coniugare efficacia sociale ed efficienza di mercato. La necessità di condividere dati e informazioni.

Per dare sostanza alle buone intenzioni delle realtà non profit a cui, sempre di più, vengono riconosciute dai cittadini la capacità di interpretare i bisogni della popolazione e la sensibilità di trovare soluzioni al passo con le esigenze, servono competenze e strumenti nuovi così da presentare nella maniera più adeguata ed efficace i propri social business plan. Il premio Sodalitas social innovation, promosso da Fondazione Sodalitas e giunto alla seconda edizione, ha premiato le 13 iniziative che hanno posto le basi per un dialogo tra profit e non profit nella convinzione che un circuito virtuoso con reciproca soddisfazione sia non solo auspicabile ma anche possibile. In questo senso è stata elaborata da Fondazione Sodalitas una griglia di dieci principi, espressione della migliore commistione tra efficacia sociale ed efficienza di mercato: dal rapporto tra risultati attesi e valutazione dell'impatto sociale allo sviluppo delle capacità e della sostenibilità sul medio-lungo periodo del progetto; dalla capacità di innovazione sociale all'imprescindibile replicabilità; dall'autosostenibilità finanziaria ed economica alla competitività. Rimanendo in un'ottica di risposte concrete, dal 3 ottobre è attivo il sito www.socialinnovation.sodalitas.it, il primo portale italiano interamente dedicato alle partnership profit-non profit come motore per lo sviluppo di progetti sociali innovativi.

Non tutte le forme di autismo comportano gli stessi disagi e non tutte le persone affette da autismo reagiscono nello stesso modo alle sollecitazioni esterne. Tratto comune della malattia, però, è la necessità di migliorare quantitativamente e qualitativamente lo sviluppo di competenze relazionali. Diesis onlus, che dal 2010 opera sul territorio di Milano promuovendo iniziative ed attività volte a creare occasioni di vita autonoma per i soggetti affetti da autismo e sindrome di Asperger, è composta prevalentemente da genitori ed educatori dalla cui intraprendenza è nata l'idea del progetto "Passo il weekend da amici": l'associazione intende stabilire partnership con imprese di qualsiasi settore per la cessione di servizi o di beni utili al progetto e per favorire il volontariato d’impresa, al fine di sperimentare l’integrazione con persone provenienti dal mondo lavorativo in un ambito differente.

Contro-esodo

  

Il Cefa, Comitato europeo per la formazione e l'agricoltura onlus, si batte da anni contro la fame e la povertà a ogni latitudine del pianeta incentivando forme di autosviluppo per tutto ciò che concerne l'alimentazione, il lavoro, l'istruzione e l'organizzazione sociale. "Mare nostrum" è l'espressione migliore dello spirito di Cefa: un progetto di rimpatrio volontario assistito per cittadini stranieri provenienti da Marocco e Tunisia che vivono nelle province di Bologna, Modena, Ravenna, Forlì-Cesena, Piacenza, Milano, Brescia, Pavia e Torino. Attraverso il coinvolgimento di imprese italiane con stabilimenti in Marocco e Tunisia, si possono ipotizzare offerta di manodopera e stage di specializzazione in Italia come patrimonio da reinvestire nel Paese d'origine.

Secondo il sondaggio AIMaC-Piepoli, il 90% dei malati oncologici ritiene fondamentale lavorare. È sulla base di questa consapevolezza che l'Associazione italiana malati di cancro parenti e amici sostiene  il progetto "Pro-Job". Da un lato serve un'operazione di sensibilizzazione dei manager per favorire il reinserimento dei pazienti in un contesto, ambientale e produttivo, consono alle loro capacità; dall'altro bisogna trovare nuove forme di sostegno e tutela del lavoro dei parenti dei malati oncologici. È stato calcolato che attraverso un'adeguata informazione si possono abbattere le assenze per malattia del 20% tra i malati e del 40% tra i familiari di un paziente oncologico oltre a una riduzione drastica del ricorso al prepensionamento anticipato dal 25% al 5% in 5 anni.

Itaca, approdo sicuro per gli esclusi

  

Con il progetto "Così lontano, così vicino", la onlus Itaca, operante dal 1997 in Italia e nei Pvs per contrastare ogni forma di esclusione sociale, vuole tendere la mano ai minori stranieri non accompagnati, sempre più numerosi nel nostro Paese, che, al compimento del diciottesimo anno di età, senza aver completato il loro percorso di inserimento sociale, rischiano di essere espulsi. Il raggiungimento dell'autonomia passa inevitabilmente attraverso processi di formazione in cui le imprese potrebbero rivestire un ruolo inclusivo determinante. Elemento di innovazione rispetto ad esperienze simili, l'impiego di operatori pari: ragazzi che provengono da percorsi evolutivi conclusi, con la loro esperienza, faranno da tutor/fratelli maggiori ai ragazzi inseriti nel progetto. 

Tanto impegno, tanta buona volontà, tanta passione ma molte energie sprecate: è quello che succede, ad esempio, a Roma dove l'Istat ha censito 42 organizzazioni attive in città a favore degli oltre 6mila senza dimora, ed è quello a cui vorrebbe porre un freno la Europe consulting società cooperativa sociale. Come? Creando un sistema di condivisione di informazioni e dati di tutti gli attori in campo così da gestire a 360° e in modo mirato i casi di ogni singolo soggetto svantaggiato. Da qui l'idea di una piattaforma informatica che interconnetta, con webservice specifici, le singole banche dati impiegate dalle organizzazioni. Una volta sviluppato, il software potrà essere trasferito e utilizzato anche per altri servizi.

Il valore della plastica

  

40 anni di esperienza in Africa al fianco delle popolazioni locali per aiutarle a imboccare la strada del cambiamento attraverso percorsi di sviluppo sostenibile: è la mission di Lvia che, ad esempio, si concretizza in Guinea nella realizzazione di un Centro di trattamento e valorizzazione dei rifiuti plastici. In sostanza, questo stabilimento acquista i rifiuti direttamente dalla popolazione per rivendere alle imprese prodotti già lavorati, secondo le esigenze. In questo modo verranno creati 17 nuovi posti di lavoro permanenti e destinati alle donne e a beneficiarne indirettamente saranno oltre 1000 tra le famiglie più povere della città di Ratoma. Senza contare che le strade saranno liberate da oltre 120 tonnellate di rifiuti plastici all'anno.

I manicomi mai chiusi

In Argentina 30mila persone vivono nei manicomi in condizioni di totale degrado e abbandono. Città Solidale, forte della propria esperienza sul territorio, intende sperimentare la creazione delle prime 2 imprese per l’inclusione lavorativa di disabili mentali stabilizzati dimessi dai manicomi di Buenos Aires e La Plata, trasferendo il proprio know how in materia di riabilitazione psicosociale, di cooperazione sociale e di inclusione lavorativa agli Operatori, agli utenti e alle famiglie interessati. Tra i risultati attesi: avvio di 2 imprese produttive su base cooperativistica dimostrative; inserimento nel lavoro di 20 persone, di cui 10 disabili mentali.

 
 
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