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lunedì 27 giugno 2022
 
 

"Oblio", il Mediterraneo perduto di Nevio Doz

03/05/2015  Tonnare e miniere abbandonate, dalla Sardegna alla Sicilia: la mostra "Oblio" a Milano presenta una selezione di scatti del fotoreporter di origine istriana.

Antiche tonnare nei villaggi dei pescatori. Miniere abbandonate sulle quali restano scavate le impronte della fatica del lavoro umano. Sono i luoghi del cuore di Nevio Doz, fotoreporter di origine istriana, che ha dedicato un lungo tratto della sua vita professionale al mondo legato alla pesca dei tonni e all'archeologia mineraria-industriale. 

Una vita da instancabile giramondo, quella di Doz, con la macchina fotografica in spalla e il mare sempre nel suo orizzonte. Animo nomade, classe 1952, Nevio Doz è nato in Istria, sull'Adriatico, in un paesino sulla sponda slava di Volosko. Da lì ha poi preso il largo, seguendo altre rotte, per raggiungere nuovi porti, che fossero le tonnare di Sicilia e Liguria, le miniere della sua amatissima Sardegna, i villaggi dei pescatori. Luoghi carichi di suggestione e di profonda malinconia. Il Mediterraneo perduto. 

«Sono nato in un paese di mare e il mare è sempre stato la mia esistenza», racconta il fotografo. «Vengo da una famiglia povera di operai e ho dedicato la mia vita di fotoreporter al racconto del lavoro e della fatica di uomini e donne». Come i minatori, appunto, come la gente delle tonnare. Luoghi che, spiega Doz, «sono nati con la rivoluzione industriale. Ma oggi sono stati in buona parte abbandonati, rappresentando un mondo perduto, immerso nell'oblio».

E "Oblio" è il titolo della mostra fotografica che fino al 16 maggio, allo spazio Ex Fornace di Milano, nel quartiere dei Navigli (vicino, tra l'altro, alla nuova Darsena, il porto cittadino da poco inaugurato)presenta una selezione di scatti di Doz: tredici fotografie in bianco e nero che ritraggono i luoghi di una ricerca fotografica durata anni, dalla miniera di Montevecchio, in Sardegna, alle tonnare di Bonagia, in Sicilia, e di Carloforte (Sardegna). 

Nell'orizzonte di Doz c'è il Mediterraneo, ma anche la cultura del cibo. Negli ultimi anni Nevio Doz ha dedicato una lunga ricerca fotografica al patrimonio gastronomico del nostro Paese e in particolare agli artigiani del cibo, gli chef italiani. Con Marco Carminati, autore dei testi, ha realizzato un volume fotografico che ora, in tempo di Expo, è più che mai attuale: Italia. Patrimonio ambientale e cultura gastronomica (Grafica e arte, 2014). Un viaggio lungo lo Stivale, dall'Alto Adige alla Sicilia, attraverso le immagini delle risorse ambientali e delle produzioni locali e i ritratti, spesso divertenti e stravaganti, di cuochi e produttori di ogni regione d'Italia.  

(Nelle foto, due scatti di Nevio Doz).

 
 
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