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mercoledì 19 gennaio 2022
 
 

Obolo di San Pietro, più offerte

06/07/2012  Quasi 70 milioni di dollari, 2 più dell'anno scorso, offerti dai fedeli per la carità del Papa. Presentato il bilancio vaticano.

Non si sono dimenticati del loro Papa. Tutt’altro. I fedeli di tutto il mondo hanno versato per l’Obolo di San Pietro oltre 69 milioni e 700 mila dollari, due milioni in più rispetto all’anno precedente.


“Queste offerte servono per la carità del Papa”, ha spiegato padre Federico Lombardi, portavoce vaticano, “e non entrano nel bilancio consolidato della Santa Sede”. Bilancio che, per l’anno 2011, si è chiuso in perdita di circa 15 milioni di euro (esattamente 14.890.034). 

I bilanci, quello della Santa Sede e quello del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, sono stati presentati nel corso dell’ultima riunione del Consiglio di cardinali per lo studio dei problemi organizzativi ed economici della Santa Sede. All’incontro, presieduto dal cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, erano presenti tutti e 15 i cardinali che fanno parte del Consiglio che“hanno apprezzato la trasparenza dei dati loro offerti”, si legge nel comunicato finale.

A differenza del bilancio della Santa Sede, che ha risentito dell’andamento negativo dei mercati mondiali, quello del Governatorato si è chiuso invece con un attivo di quasi 22 milioni di euro (21.843.851). Il Governatorato provvede alle necessità relative alla gestione del piccolo Stato, mentre il bilancio della Santa Sede abbraccia le attività della Chiesa universale. E proprio per il suo servizio alla Chiesa universale, le singole diocesi, conferenze episcopali, congregazioni religiose, istituti di vita consacrata di tutto il mondo, ciascuno secondo le proprie possibilità, fanno arrivare in Vaticano un loro contributo.

Per il 2011 diocesi e conferenze episcopali hanno versato oltre di 32 milioni di dollari, cinque in più rispetto all’anno precedente. I contributi degli Istituti di vita consacrata, delle Società di vita apostolica e delle Fondazioni sono passati dai circa 747 mila dollari del 2010 a oltre un milione di dollari. L’incremento di queste due voci è stato, rispetto al 2010, del 7,54%. “In un momento di crisi economica sia questi contributi che quelli per l’obolo di San Pietro sono particolarmente apprezzati. Le nazioni dalle quali arrivano più risorse sono gli Stati Uniti, l’Italia e la Germania, ma non c’è una graduatoria dei più bravi, per noi conta molto anche l’obolo della vedova. Quanto è donato con il cuore, anche cifre di modesta entità, hanno un enorme valore perché contribuiscono a edificare la Chiesa universale”, ha concluso padre Lombardi. 

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