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mercoledì 19 gennaio 2022
 
 

«Occorre dire bene il bene»

31/08/2013  A Lucca il 30 e 31 agosto il Centro Nazionale per il Volontariato ha organizzato il convegno “Il volontariato che cambia l’Italia”. Perché chi opera ogni giorno nella solidarietà deve anche saper comunicare il proprio operato. E i valori che ne sono le radici.

«La comunicazione sociale deve migliorare forma e contenuti», dice Giulio Sensi del Centro Nazionale per il Volontariato, «se le tante buone notizie, che quotidianamente viviamo nel volontariato, non trovano spazio sui media nazionali, un po’ di responsabilità è anche nostra».

L’assemblea dei partecipanti al workshop nazionale , organizzato il 30 e 31 Agosto dal Centro Nazionale per il Volontariato (CNV),  è stata subito stimolata su un aspetto importante, troppo spesso sottovalutato. «Facciamo tantissime cose con le nostre associazioni», continua Gianluca Testa del CNV, «lavoriamo a fianco dei più deboli, dei malati, degli oppressi, 24 ore su 24, ma non sappiamo raccontare agli altri questo settore molto grande ed importante della società. Non sappiamo raccontare soprattutto la nostra proposta di reale cambiamento, su cui ci impegniamo quotidianamente».

Il tema del convegno svoltosi a Lucca, “Il volontariato che cambia l’Italia”, ha voluto stimolare i responsabili delle 130 associazioni che fanno parte del CNV, i volontari e i “comunicatori del sociale”, sulle potenzialità inespresse del terzo settore. Dopo un’introduzione della dott.sa Carla Collicelli , vice Direttore Generale del CENSIS, che ha parlato di come la crisi economica abbia accentuato le diseguaglianze sociali , ha preso la parola Riccardo Bonacina, Direttore editoriale del periodico “Vita”, sottolineando l’importanza di cambiare le prospettiva nel comunicare, cercando di passare “dall’informare sul sociale” al “raccontare la realtà sociale”.

«Quando comunichiamo», ha detto Bonacina, «la proposta di cambiamento, che viviamo ed esprimiamo nel nostro impegno di volontariato, dev’essere il tema principale che portiamo all’attenzione di chi ci legge, vede o ascolta».

Anche il Presidente Nazionale del CNV, Edoardo Patriarca, ha posto l’accento sull’importanza di far conoscere in modo esauriente i molti aspetti positivi vissuti dalle tante realtà di volontariato sul territorio. «Il volontariato», ha spiegato il Presidente, «deve rinnovare la sua efficacia per un’azione ancora più incisiva. Dobbiamo utilizzare con maggior padronanza e consapevolezza i mezzi dei Social Network. Facebook, Twitter e altri strumenti della rete, devono essere usati per far comprendere il nostro operato, la cultura e i valori che ci muovono ogni giorno verso gli altri e, magari, avvicinare altre persone al contesto in cui siamo impegnati. Il ricambio generazionale per ogni associazione è fondamentale ».

Le conclusioni le ha tratte la professoressa Gaia Peruzzi, docente di Sociologia all’Università “La Sapienza” di Roma: «Non possiamo più pensare che far bene un comunicato stampa sia sufficiente», ha affermato la Peruzzi, «bisogna comunicare il cambiamento sociale e culturale. Coloro che sono impegnati nel sociale, a tutti i livelli, lo immaginano diverso. Ma quante volte abbiamo trasmesso il nostro progetto di società alternativa all’attuale?».

«Proporre un’idea alternativa solidale e culturale può trasformare il modo di pensare odierno, molto spesso individualista», ha aggiunto. «Utile sarebbe creare delle reti interne al mondo del volontariato che unissero le associazioni per affinità tematica; una sola voce per gruppo tematico rafforzerebbe molto l’efficacia della comunicazione, che si disperde inevitabilmente nella miriade di voci di piccole associazioni ».

 
 
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