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lunedì 15 agosto 2022
 
 

Oggi sposi, la sartoria San Vittore

30/05/2011  Una boutique di Milano presenta abiti da sposa realizzati da detenute, che - grazie alla cooperativa Alice - fanno un lavoro utile per vivere con dignità una volta fuori.

Candidi, in jersey di seta oppure in cotone con ricami ajour, o ancora in cady di seta doppiati in crêpe georgette con lavorazioni sul davanti in macramè, un merletto d’origine araba eseguito con una serie di nodi che formano dei collari etnici, come fossero gioielli: sono gli abiti da sposa presentati in questi giorni grazie all'iniziativa promossa dalla Cooperativa Alice che dal '92 è impegnata nell’attività di produzione sartoriale, coinvolgendo le donne presenti in carcere di San Vittore e Bollate o in regime di semilibertà. La collezione si chiama “Una sposa sostenibile” e, insieme con quella della primavera-estate 2011, è in vendita presso la Sartoria San Vittore aperta da ottobre scorso a Milano in via Terraggio 28, a due passi da Sant’Ambrogio.

«Il nostro obiettivo», spiega Luisa Della Morte, responsabile del consiglio d’amministrazione, «è produrre abiti belli e di qualità. Il valore aggiunto di chi sceglie un vestito con il marchio Sartoria San Vittore è quello di avere un capo esclusivo, realizzato da una cooperativa sociale a prezzi competitivi. Lavoriamo con i laboratori di sartoria all’interno delle sezioni femminili del carcere di San Vittore e Bollate e uno all’esterno. In quest’ultimo sono impiegate alcune donne che escono a lavorare con il beneficio dell’articolo 21. Ma ve ne sono altre che, scontata la pena, sono state regolarmente assunte perché hanno acquisito una professionalità nel settore grazie al percorso compiuto dietro alle sbarre. La prima sfilata di abiti da sposa l’abbiamo organizzata nel 2008 tra le mura del carcere quando è stato lanciato il nostro marchio. Oggi, proponiamo una piccola collezione di 10 pezzi ideata dalla nostra stilista Rosita Onofri, entrata in cooperativa 9 anni fa come volontaria un giorno alla settimana, ora nel consiglio d’amministrazione e alla sua terza vera e propria collezione. Nello spazio di via Terraggio offriamo alle future spose un servizio completo: dall’abito al pranzo, alle bomboniere. A questo proposito, collaboriamo con altre cooperative sociali, come, per esempio, Uroburo, che opera nell’area del disagio psichico e produce fedi, gioielli in oro, ma anche in metallo povero».

Ma non basta. La Sartoria San Vittore si preoccupa di offrire «un servizio che farà la gioia di tutte le future spose», affermano in cooperativa Alice. Infatti, l’abito del matrimonio potrà essere rimesso a modello, trasformandolo in un capo da indossare in qualsiasi occasione elegante. E i prezzi? «I capi da giorno e da sera, tutti con lavorazioni a mano, hanno costi che oscillano tra i 100 e i 140 euro», conferma Rosita Onofri. «I prezzi degli abiti da sposa sono più alti, soprattutto quelli in seta, comunque in linea con la filosofia “sostenibile” della cooperativa Alice». La boutique è chiusa solo il lunedì. Il suo interno è stilisticamente distante da molti altri negozi di vestiti, con divanetti e mobili antichi. «E' un punto d’incontro dove i clienti possono trascorrere qualche ora in pieno relax, fare due chiacchiere, provare gli abiti, se ne hanno voglia, e richiedere modifiche in tutta tranquillità», conclude Luisa Della Morte. «Piace lo stile, l’atmosfera conviviale che si respira e tutto quanto sta dietro alla nostra produzione».

 
 
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