logo san paolo
sabato 13 agosto 2022
 
 

Olbia unita contro l'aborto

01/02/2014  Il Comune sardo offre aiuto economico per sostenere le donne in crisi a portare avanti la gravidanza.

Si chiama progetto “Plus”, lo ha proposto la giunta di Centrosinistra del Comune di Olbia e da un anno è diventato operativo. Serve per applicare l’articolo 5 della Legge 194, che invita a trovare le possibili soluzioni per rimuovere le cause che porterebbero all’interruzione della gravidanza. «Insomma », spiega l’assessore ai Servizi sociali di Olbia, Rino Piccinno, «serve a dare corso alla “libertà di non abortire”». È la seconda volta in Italia che un Comune destina una quota del suo bilancio all’applicazione della prima parte della Legge 194, la più dimenticata. Tre anni fa era stato il Comune di Correggio, in provincia di Reggio Emilia, ad approvare una delibera simile a quella di Olbia, stanziando 10 mila euro. In entrambi i casi è stato firmato un protocollo tra il Comune, l’Asl e il Centro di aiuto alla vita locale. Ciò perché la Legge spiega che debbano essere coinvolti il consultorio e le strutture socio-sanitarie locali. A Correggio, a chi entro il terzo mese di gravidanza chiedeva l’interruzione veniva proposto un percorso per esaminare a fondo le cause. E se la richiesta era dettata da motivi economici scattava la proposta: un contributo mensile di circa 150 euro per i primi 18 mesi di vita del bambino.

RIMUOVERE GLI OSTACOLI

A Olbia hanno fatto di più: è il primo Comune d’Italia ad aver stanziato con una delibera la somma assai significativa di ben 100 mila euro, che prevede un assegno di 250 euro per venti mesi. Spiega Nadia Spano, presidente del Cav intitolato a Madre Teresa di Calcutta: «Perché il progetto venisse approvato all’unanimità abbiamo dovuto far sparire nel protocollo qualsiasi riferimento alla 194, ma è chiaro che ad essa si riferisce». Nel protocollo si parla di rimozione “degli ostacoli che possano turbare la vita nascente”. Precisa l’assessore Piccinno: «Il contributo è per donne con disagio economico che hanno già un figlio ». Nel primo anno di applicazione il progetto ha coinvolto 12 donne, che altrimenti avrebbero abortito. La storia della scelta del Comune di Olbia è singolare. La prima proposta era stata fatta da Rino Piccinno, quando era consigliere di minoranza, con un emendamento alla legge di bilancio. Ma la maggioranza di Centrodestra che governava il Comune la bocciò. Diventato assessore del Pd, Piccinno l’ha riproposta come delibera ed è stata approvata. In Italia in molti Consigli comunali sono state approvate a maggioranza mozioni che impegnano le Giunte a trovare soluzioni di questo tipo per abbattere il numero degli aborti e dare applicazione piena alla 194. È accaduto, per esempio, a Genova e La Spezia.

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo