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martedì 19 gennaio 2021
 
Chiesa
 

Online e niente "visite di calore", così il Covid cambia il Concistoro

24/11/2020  Molti membri del Collegio cardinalizio impossibilitati a venire a Roma seguiranno in collegamento la cerimonia in programma sabato prossimo alle 16. Mons. Cornelius Sim, vicario apostolico di Brunei, e mons. Jose F. Advincula, arcivescovo di Capiz (Filippine) riceveranno in seguito la berretta da un rappresentante del Papa. Sei gli italiani: tre elettori e tre ultraottantenni

Il Concistoro del 5 ottobre 2019 (Ansa)
Il Concistoro del 5 ottobre 2019 (Ansa)

Niente visite di calore ai neo-porporati, il Collegio cardinalizio che non potrà essere presente al completo in Vaticano e due neo-cardinali che riceveranno la porpora a distanza perché impossibilitati di essere a Roma. La pandemia da Covid-19 rivoluziona anche il Concistoro di sabato prossimo quando papa Francesco creerà tredici nuovi cardinali, di cui nove elettori (con meno di 80 anni) e quattro ultra-ottantenni. L'emergenza sanitaria in corso, infatti, rivoluziona lo svolgimento sia del Concistoro ordinario pubblico, in programma sabato 28 novembre alle 16, all'Altare della Cattedra della Basilica di San Pietro, sia della Messa del Papa con i neo-porporati, sempre in Basilica, domenica 29, prima di Avvento, alle 10.

Due dei cardinali designati non potranno essere presenti a Roma, ma ugualmente sarà conferita loro la porpora. Molti membri del Collegio cardinalizio non potranno ugualmente convergere in Vaticano, e potranno assistere solo online. Sono altresì cancellate le tradizionali “visite di cortesia” alle nuove porpore, quelle che una volta si chiamavano “visite di calore”. «Mons. Cornelius Sim, vicario apostolico di Brunei, e mons. Jose F. Advincula, arcivescovo di Capiz (Filippine), che non potranno essere presenti a causa della contingente situazione sanitaria, saranno ugualmente creati cardinali nel Concistoro. Un rappresentante del Santo Padre, in altro momento da stabilire, consegnerà loro la berretta, l'anello e la bolla con il Titolo», ha comunicato il portavoce della Sala Stampa vaticana Matteo Bruni.

«I membri del Collegio Cardinalizio impossibilitati a raggiungere Roma potranno unirsi alla celebrazione, partecipandovi da remoto dalla propria sede, tramite una piattaforma digitale che permetterà loro il collegamento con la Basilica Vaticana», ha aggiunto. Per le disposizioni sanitarie in vigore a causa della pandemia, e in particolare per la necessità di evitare file e assembramenti, scompaiono le consuete visite di cortesia di fedeli, parenti, amici e sostenitori.

Inoltre, le celebrazioni avverranno con una partecipazione molto limitata di popolo (fedeli laici, persone consacrate, presbiteri e vescovi). A tale riguardo i biglietti, rilasciati dalla Prefettura della Casa Pontificia, saranno riservati solo a coloro che accompagneranno i cardinali di nuova creazione.

Nel Concistoro sei cardinali italiani

Sarà dunque un Concistoro sottotono ma c’è attesa per la consegna della porpora a tre nuovi italiani, il neo-prefetto della Congregazione per le Cause dei santi, mons. Marcello Semeraro, l'arcivescovo di Siena-Colle Val d'Elsa-Montalcino, mons. Paolo Lojudice e il Custode del Sacro Convento di Assisi, fra' Mauro Gambetti, ordinato vescovo sabato scorso nella Basilica Superiore di San Francesco. Tra gli italiani ultraottantenni, ricevono la porpora l'ex nunzio Silvano Maria Tomasi, il predicatore della Casa Pontificia, padre Raniero Cantalamessa (che ha chiesto al Papa la dispensa dall’ordinazione episcopale), e l'ex direttore della Caritas di Roma, mons. Enrico Feroci.

Con loro, e con i due che saranno assenti, a testimonianza visibile dell'universalità della Chiesa, diventeranno cardinali in questo Concistoro, il settimo del pontificato di Bergoglio: il segretario generale del Sinodo, il maltese Mario Grech, l'arcivescovo di Kigali, Antoine Kambanda, primo cardinale dei Ruanda, quello di Washington, Wilton Daniel Gregory, primo cardinale afroamericano degli Stati Uniti, l'arcivescovo di Santiago del Cile, Celestino Aos Braco, e, quarto e ultimo fra i non elettori, il messicano Felipe Arizmendi Esquivel, vescovo emerito di San Cristobal de Las Casas. Nei suoi precedenti sei Concistori, papa Francesco ha creato 88 nuovi cardinali (70 elettori e 18 non elettori) provenienti da 56 nazioni, 16 delle quali non avevano mai avuto un cardinale prima.

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