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mercoledì 12 giugno 2024
 
Open Day
 

Open Day: Quanto è difficile scegliere la scuola giusta?

15/11/2022  "Da giorni non facciamo altro che partecipare a tanti, troppi Open Day. Nostra figlia vorrebbe andare nella stessa scuola della sua amica ma io non sono d'accordo. A mia moglie è piaciuta una scuola di un Paesino vicino mentre i miei genitori sorridono quando gli parlo di questa confusione perché ai loro tempi non c'era tutta questa scelta..."

Da giorni ci muoviamo tra un “open day” e l’altro per poter scegliere a quale scuola media iscrivere nostra figlia. Più passa il tempo e più siamo confusi. Lei vorrebbe andare nel comprensorio vicino a casa con la sua migliore amica, mentre io e la madre non siamo convinti perché ci pare che la possa chiudere in un ambiente un po’ limitato e ripetitivo. Inoltre gli edifici non sono nuovi e le strutture quelle del nostro piccolo Comune. Altrove, invece, abbiamo visitato scuole ben diverse, soprattutto le private, che però, oltre ad avere costi importanti, rischiano di rivelarsi ambienti altrettanto chiusi e forse un po’ troppo bigotti. Mia moglie, invece, si è appassionata al discorso che hanno fatto alcune insegnanti di un paese limitrofo, molto attento, ci è parso, alla crescita e al benessere dei ragazzi... Devo dire che ogni tanto invidio i miei nonni che sorridono quando gli descrivo questa lunga ricerca, perché loro, nel caso di mio padre e dei suoi fratelli, non hanno sprecato un attimo e li hanno mandati alla scuola più vicina, come la cosa più naturale del mondo! LUIGI

— Caro Luigi, mi sottoponi un tema di cui molti amici mi hanno parlato in questi giorni e devo ammettere che a molti è capitato di invidiare i genitori del passato, che non si trovavano davanti molte scelte (ce ne sono tante altre!) oggi ritenute importanti dalla riflessione pedagogica e psicologica. Tuttavia, sarebbe buona cosa non esagerare con il senso di responsabilità, troppo spesso ispessito dalla sensazione di essere in procinto di determinare per sempre un macigno, più che un gradino, nella crescita del figlio. Ma si tratta di una sensazione poco realistica, perché le situazioni evolvono, i ragazzi cambiano, i gruppi di amici anche e, non ultimi, pure gli insegnanti e le scuole.

Quel che ti pareva una scelta ottima – credimi – talvolta si rivela l’opposto e, come avete già ben inteso voi, non tanto per la questione delle strutture, che non sono decisive, ma delle persone che li aiuteranno a crescere. Tua figlia vuole andare con la sua migliore amica? Vorrei dirle che, anche se potrebbe ritrovarsi a definirla tale trascorsi decenni, le capiterà di trovarne molte altre altrove. Tua moglie si è appassionata al discorso delle insegnanti? Mi pare un’ottima indicazione per buttarsi in una scelta valida al momento. Ma lasciami dire a te che non vedo ambienti “bigotti” nelle scuole paritarie che ho presente e anzi le vedo frequentate dai figli di numerose persone molto lontane dalla fede cattolica. Mentre altrove talvolta capita di imbattersi in qualche insegnante un po’ troppo zelante nel diffondere tra i ragazzi opinioni culturali o politiche personali che tali dovrebbero rimanere. Tutto imprevedibile... Buona scelta!

 
 
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