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domenica 23 giugno 2024
 
 

Ordinazione delle donne? «No, non è tra le questioni riformabili»

28/01/2015  Lo spiega con chiarezza Stella Morra, vice-presidente delle teologhe italiane: "È sbagliato dire che le donne nella Chiesa per contare di più devono essere come gli uomini, cioè avere il sacerdozio. Non è una questione di potere né di quote rosa".

Nella Chiesa cattolica l’ordinazione delle donne e tantomeno la consacrazione delle donne vescovo non è possibile. Lo dice con chiarezza Stella Morra, vice-presidente delle teologhe italiane e docente alla Pontificia università Gregoriana e al Pontificio ateneo Sant’Anselmo: “Non è tra le questioni riformabili”.

Perché?
“Lo esclude la Lettera apostolica di Giovanni Paolo II, Ordinatio sacerdotalis, del 22 maggio 1994 sull'ordinazione sacerdotale riservata soltanto agli uomini. Qui troviamo esposte in maniera precisa ed esauriente le ragioni teologiche sulle quali il Magistero pontificio basa l'esclusione delle donne dal sacerdozio ministeriale. Per ora vale questo testo”.

E in futuro?
“Può darsi che si possa tornare sulla questione. Ma per ora la questione è chiusa dal punto di vista formale. Inoltre c’è il n. 1577 del catechismo della Chiesa cattolica che risponde così alla domanda su chi può ricevere l’ordine sacro: “Riceve validamente la sacra ordinazione esclusivamente il battezzato di sesso maschile. Il Signore Gesù ha scelto uomini per formare il collegio dei dodici Apostoli, e gli Apostoli hanno fatto lo stesso quando hanno scelto i collaboratori che sarebbero loro succeduti nel ministero. Il collegio dei Vescovi, con i quali i presbiteri sono uniti nel sacerdozio, rende presente e attualizza fino al ritorno di Cristo il collegio dei Dodici. La Chiesa si riconosce vincolata da questa scelta fatta dal Signore stesso. Per questo motivo l'ordinazione delle donne non è possibile”.

Quindi non è una questione di pari opportunità?
“Assolutamente no. Anzi è sbagliato dire che le donne nella Chiesa per contare di più devono essere come gli uomini, cioè avere il sacerdozio. Non è una questione di potere né di quote rosa, almeno se il ministero sacerdotale è inteso, come dovrebbe essere, come un servizio”.

Ma le donne devono contare di più nella Chiesa?
“Ripeto che non è una questione di spazi di potere. Va ripensato il ruolo della donna e va attuato il Concilio. Ma voglio ricordare che le donne hanno già una presenza molto fattiva nella vita della Chiesa. Il problema è che spesso il loro lavoro non appare nel volto pubblico della Chiesa. Tuttavia limitarsi al dibattito sul sacerdozio femminile rischierebbe solo di fornire un alibi e poi di non risolvere niente”.

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