logo san paolo
mercoledì 25 maggio 2022
 
 

Alonso-Rossi, motori allo specchio

17/06/2012  Valentino Rossi e Fernando Alonso sono l'emblema dei nostri motori. Antitetici: eterno ragazzo il primo, adulto precoce il secondo. Direste che Alonso è più giovane di Rossi?

Un personaggio dello sport che sembrava anzi era sempre travolgente, avvolgente, coinvolgente e talora anche sconvolgente, Valentino Rossi, ha smesso di essere se stesso, non vince mai, è arrivato, nelle competizioni di moto Gp un tempo molto sue, secondo soltanto una volta che pioveva forte e la prova era anomala per non dire falsata. Ci stiamo abituando molto facilmente a fare a meno di lui, quando pure sembrava imprescindibile per il nostro bel vivere da voyeurs dello sport la sua figura di folletto irridente a tutto e a tutti perché capace di sconfiggere tutto e tutti.


Un altro personaggio che sembrava definito e definitivo come campione, Fernando Alonso, dopo due titoli mondiali di Formula1 conquistati con la Renault è arrivato alla Ferrari con il compito di tornare a vincere il titolo massimo dell’automobilismo, non ce l’ha ancora fatta, l’anno scorso ha collezionato tanti piazzamenti, quest’anno ha vinto la prima gara poi è andato avanti a colpi anche di podio, ora è secondo nella classifica iridata e ci stiamo abituando  a non fare ameno di lui, del suo procedere sereno nonostante tutto, del suo saper essere formica paziente fra cicale smaniose. 

Rossi guida una Ducati , l’unione era cominciata all’insegna del binomio tutto italiano, adesso la Ducati è tedesca, il contratto resta in piedi, il contatto speciale forse non c’è più, ammesso che ci sia mai stato. Rossi è arrivato a rimostranze forti, in pubblico, verso i tecnici che non sarebbero in grado di dargli una moto competitiva,  all’altezza della sua  classe e del suo palmarès (nove titoli mondiali), quando con la stessa Ducati altri piloti meno famosi ottengono risultati migliori dei suoi.


Alonso in Ferrari non ha mai detto nulla contro nessuno, anche quando gli hanno dato un’auto così così e addirittura hanno commesso errori (riconosciuti) nella gestione dai box della sua corsa, nei pit stop. Nella sua stessa scuderia Ferrari c’è un Felipe Massa che con un’auto identica alla sua non ottiene risultati, verrebbe facile e giusto ad Alonso presentarsi come colui che sa fare miracoli nonostante la relativa pochezza del mezzo, ma lui non ne approfitta. 

Rossi, fornito di lauree ad honorem e aureolato dalla romagnolità che fa simpatia (anche se lui è nato nelle vicine Marche),  parla un italiano arruffato,divertente ma non sempre esauriente. Alonso parla un italiano ormai perfetto, e lo usa nelle sfumature per far caprie anche le cose difficili da partecipare,dicendo tutto quello che deve dire ma senza fare del male a nessuno. Il popolo nostro del motociclismo, viziato dai tanti successi spavaldi di Rossi sino a dire talora “bastaaaa!” come lo si dice, lo si urla al trapezista impegnato nei volteggi da brivido al circo, sta imparando sin troppo in fretta e colpevolmente a non preoccuparsi di Valentino sostituto parzialmente come obbiettivo di tifo da Dovizioso, dagli spagnoli campionissimi trasversali, da Stoner australiano tutto casa e famiglia e prossimo al ritiro, quando non anche da Biaggi e Melandri che gareggiano nelle Superbikes, moto comuni che non suggeriscono l’idea del centauro folle ed eroico. 

Il popolo ferrarista, viziato da Schumacher con tantissimi successi partecipati in tedesco o in inglese,mai in italiano, e ancor più dalla storia lunga che dice sempre e comunque delle “rosse” come di divinità dell’Olimpo delle auto,  loro le dee e i piloti gli schiavi devoti, non si permette nessuna critica ad Alonso, mentre chiunque altro al posto suo sarebbe sicuramente stato accusato di empietà, di meschina e blasfema pochezza nel rapporto con la creatura sublime che si chiama Ferrari, secondo la legge per cui non ci sono Ferrari scarse, ma piloti indegni di guidarle. 

Valentino Rossi ha la stagione ormai compromessa, e si pensa anche ad un suo futuro senza ritorni alla gloria motociclistica massima. Possibile anche che lui provi a guidare sul serio una Ferrari, ma dovrà farlo con la massima umiltà, con la massima devozione. E non è detto che il contatto avvenga in maniera ufficiale, seria, curata nei dettagli:  come sarebbe invece accaduto sicuramente un paio di anni fa. Alonso ha firmato con la Ferrari sino al 2016, nessuno pensa a lui ed al suo futuro se non come pilota della Ferrari, e proprio nelle difficoltà affrontate e non mai enfatizzate lui sta acquisendo una sorta di diritto morale di rappresentare  la dea al massimo suo (suo di lui, Alonso) ed anche al meglio delle capacità di lei. 

Persino Schumacher, con tutto quello che vinceva, non era così tanto Ferrari come lo è Alonso. Presto il gossip su Rossi comprenderà anche l’obbligo di “chercher la femme”, per capire meglio gli avvenimenti logici e gli accadimenti balzani. Alonso era sposato discretamente ad una celebre cantante spagnola, il matrimonio è finito senza pagare nessun dazio presso la stampa rosa scandalistica. Il fatto è che Valentino Rossi appare ed è sempre un giovane leggero folletto (è del 1979). Il fatto è che Alonso appare definitivamente un adulto ponderato e serioso  (è del 1981).

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo