logo san paolo
martedì 18 gennaio 2022
 
 

Orrore a Lampedusa, il grido del sindaco Nicolini

03/10/2013  Sono partiti in 500 e, ad ora, vivi sono poco più di un centinaio. È l’ennesima tragedia quella che si è consumata al largo di Lampedusa. Un corteo di barche porta una corona in mare. Ma ora tempo di prevenire per il futuro.

Sono partiti in 500 e, ad ora, vivi sono poco più di un centinaio. È l’ennesima tragedia quella che si è consumata al largo di Lampedusa quando un barcone, a mezzo miglio dall'Isola dei Conigli, si è rovesciato prendendo fuoco e lasciando che il Mediterraneo inghiottisse i corpi di uomini, donne e bambini in cerca di un futuro migliore. Centinaia di persone sono ancora in acqua, tra queste una trentina di bambini e tre donne incinte perché, nell’inferno degli sbarchi, la tragedia non guarda in faccia nessuno.

Dopo l’allarme lanciato dall’equipaggio di due pescherecci che transitavano nella zona, la Guardia costiera ha recuperato più di 80 cadaveri, compreso quello di una donna in stato interessante e di due bambini, un maschio e una femmina. Disperati i soccorritori sui quattro pescherecci che stanno recuperando i corpi: «Ci sono morti ovunque» e il bilancio sembra destinato ad aumentare. E mentre i superstiti, in gran parte eritrei e somali provenienti da paesi dell'Africa sub sahariana, cercano di recuperare le forze, molti di loro sono ancora in stato di choc e accusano sintomi di ipotermia per la permanenza in acqua, uno scafista è stato individuato e fermato e il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini urla all’orrore: «Basta! Ma che cosa aspettiamo? Cosa aspettiamo oltre tutto questo? È un orrore continuo».

Lunedì 30 settembre altri tredici profughi sono annegati a Scicli nel tentativo di raggiungere la costa ed è di ieri la grave condanna del Consiglio d'Europa sulle politiche immigratorie dell'Italia. Strasburgo, ancora una volta, ha giudicato «sbagliate o controproducenti» le misure prese in questi ultimi anni dall'Italia per gestire i flussi migratori. In un rapporto, approvato all'unanimità dalla commissione migrazioni dell'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, si sottolinea che quanto fatto sinora non ha messo «l'Italia in grado di gestire un flusso che è e resterà continuo».

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo