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martedì 07 dicembre 2021
 
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Oscar, trionfa Birdman

23/02/2015  Il Alejandro González Iñárritu vince quattro statuette. L'Italia sorride grazie al premio alla costumista di Grand Budapest Hotel Milena Canonero. Peccato per il mancato ricordo di Francesco Rosi.

Michael Keaton in Birdman
Michael Keaton in Birdman

Avrebbe già dovuto stravincere alla Mostra del cinema di Venezia. Ma Birdman di Alejandro González Iñárritu si è ampiamente rifatto agli Oscar 2015 portando a casa quattro statuette tra le quali quelle al miglior film, alla miglior regia e alla migliore sceneggiatura originale. Di sicuro questo trionfo spingerà ancor di più al botteghino il film, anche in Italia dove ha già incassato quasi due milioni e mezzo di euro, cifra di tutto rispetto per una pellicola che racconta con uno stile sovraccarico ma affascinante le vicende un attore in declino in cerca di rilancio. Si tratta di Michael Keaton a cui però l'Academy ha preferito Eddie Redmayne per La teoria del tutto per l'Oscar al miglior attore protagonista. Meritatissimo il premio per la miglior attrice a Julianne Moore per Still Alice. Entrambi gli attori si sono confrontati con il ruolo di personaggi malati, il primo con la Sla (ha interpretato l'astrofisico Stephen Hawking) e la seconda con l'Alzheimer. Quattro Oscar su nove nomination anche per The Grand Budapest Hotel di Wes Anderson che però non ha ottenuto nessuno dei premi "pesanti".

Ma il film di Anderson ha regalato l'unica soddisfazione di quest'edizione all'Italia, con l'Oscar per i migliori costumi assegnato a Milena Canonero, alla sua quarta statuetta dopo quelle ricevute per Maria Antonietta, Barry Lindon e Momenti di Gloria. "Grazie Wes, questo è per te", ha detto rivolgendosi al regista Anderson. "Sei stato una grande ispirazione, sei come un direttore d'orchestra. Senza di te questo film non l'avrei mai potuto fare in questo modo". Grand Budapest Hotel ha visto premiata inoltre la colonna sonora di Alexandre Desplat (che era candidato anche per le musiche di 'The Imitation Game') e che aveva mancato l'Oscar altre otto volte in passato.Tre Oscar (su cinque nomination) sono andati a 'Whiplash' (tra cui quelli al miglior attore non protagonista J.K. Simmons e al montaggio di Tom Cross). L'Oscar per il miglior film straniero è invece andato ad Ida del polacco Pawel Pawlikowski, un film difficile, girato in bianco e nero, con un rigore formale degno di maestri come Bresson e Bergman, che evidentemente ha conquistato anche i giurati americani.

Bradley Cooper in American Sniper di Clint Eastwood
Bradley Cooper in American Sniper di Clint Eastwood

E veniamo ai grandi sconfitti di questa edizione: American Sniper, il controverso film di Clint Eastwood campione di incassi in tutto il mondo, su sei nomination si è dovuto accontentare del solo Oscar al miglior montaggio sonoro;  The Imitation Game, su otto nomination ha portato a casa una sola statuetta, quella per la sceneggiatura non originale andata a Graham Moore;  e Boyhood, il film più originale, realizzato nell'arco di 12 anni, su sei candidature ha incassato solo un Oscar, quello alla migliore attrice non protagonista Patricia Arquette.
 
Due note stonate: il premio per il miglior film d'animazione è andato al disneyano Big Hero 6, un buon prodotto, ma decisamente inferiore come inventiva a Dragon Trainer 2 e La storia della principessa splendente. 
C'è poi stata la gaffe dell'Academy su Francesco Rosi, dimenticato nel tradizionale filmato che ricorda nella Notte degli Oscar tutte le figure di spicco mancate nell'ultimo anno. Hollywood non si è scordata invece di Virna Lisi che è apparsa al fianco di altri artisti legati al cinema scomparsi quest'anno come Robin Williams, Rod Taylor, Alain Resnais, Gabriel Garcia Marquez, Laurent Bacall, Michey Rooney, Paul Mazursky.

Tra i momenti più intensi della Notte degli Oscar 2015,
John Legend che è salito sul palco per cantare 'Glory', la canzone originale scritta con Common per il film 'Selma'. I due commuovono tutti, ricevono una standing ovation quando ricordano che 47 anni fa gli Oscar vennero rimandati in segno di lutto per l'uccisione di Martin Luther King e poco dopo vengono annunciati come vincitori dell'Oscar per la miglior canzone originale. Al momento di ritirare il premio, con i loro nomi originali, ovvero John Stephens a Lonnie Lynn, i due dedicano il premio alla "lotta per la giustizia" ancora così attuale, visto che "ci sono più persone di colore nelle nostre prigioni oggi che schiavi nel 1850 e noi sappiamo che siete là e marciamo per voi".

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Birdman conquista le statuette più prestigiose agli Oscar
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