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sabato 25 giugno 2022
 
Oscar Romero
 

Oscar Romero martire e presto beato

09/01/2015  Avanza rapidamente la causa di beatificazione. I teologi concordi sul martirio "in odium fidei"

Romero assassinato "in odium fidei". Per l’arcivescovo salvadoregno ucciso il 24 marzo del 1980 mentre celebrava la messa i teologi della Congregazione delle Cause dei santi hanno riconosciuto all'unanimità il martirio "formale e materiale". E al martirio aveva fatto riferimento anche papa Francesco nella prima udienza dell'anno citando l'omelia del maggio del 1977 quando, in una Chiesa assediata dalla dittatura, con molti sacerdoti uccisi e altri minacciati di morte l'arcivescovo aveva detto: «Tutti dobbiamo essere disposti a morire per la nostra fede, anche se il Signore non ci concede questo onore… Dare la vita non significa solo essere uccisi; dare la vita, avere spirito di martirio, è dare nel dovere, nel silenzio, nella preghiera, nel compimento onesto del dovere; in quel silenzio della vita quotidiana; dare la vita a poco a poco».
Con il riconoscimento del martirio si compie un altro importante passo della travagliata causa di beatificazione di monsignor Romero. Dopo la chiusura della fase diocesana la causa è stata avviata a Roma, nel 1997, dal postulatore monsignor Vincenzo Paglia. Quando sembrava quasi arenata, nel 2007 fu Benedetto XVI a dichiarare che riteneva l'arcivescovo degno degli altari. E fu lo stesso monsignor Paglia a rivelare che, nel dicembre del 2012, prima di annunciare le sue dimissioni, Benedetto XVI aveva "sbloccato la causa". Nell'aprile del 2013 la Congregazione per la Dottrina della fede aveva poi confermato che erano state superate le riserve di carattere "dottrinale e prudenziale" e che la causa poteva andare avanti. Sul processo è tronato anche papa Francesco di ritorno dal viaggio in Corea: «Adesso i postulatori devono muoversi perché non ci sono più impedimenti», aveva detto lo scorso agosto.
E l'8 gennaio è arrivato anche il riconoscimento del martirio formale, cioè il riconoscimento che gli assassini agirono per l'odio che provavano per la sua fedeltà al Vangelo e per la sua coerenza che si traduceva in amore per la giustizia e per i poveri. Romero, hanno sentenziato i teologi, non fu dunque ucciso per le sue posizioni politiche, ma esclusivamente per la sua coerenza cristiana.
Per la beatificazione adesso la parola passa ai vescovi e ai cardinali della Congregazione e, infine al Papa.

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