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venerdì 23 aprile 2021
 
il film
 

Ottilie Von Faber-Castell, la vera storia (e il motivo del doppio cognome)

27/02/2021  Sabato sera in prima serata su Raiuno il film che ripercorre la vita dell’erede dell’impero Faber-Castell, la famosa azienda tedesca produttrice di matite fondata nel 1761 a Norimberga

Sabato sera alle 21.15 va in onda su Raiuno il film dedicato alla figura di Ottilie Von Faber-Castell, intitolata Ottilie Von Faber-Castell, una donna coraggiosa. Una storia vera che racconta la vita della giovane donna che si trovò a capo della gestione finanziaria dell’azienda familiare riconosciuta a livello mondiale per i materiali dedicati alle arti grafiche professionali.

L’azienda fu fondata nel 1761 a Norimberga da Kasper Faber, ma il successo in termini economici e di riconoscimento del marchio avvenne intorno all’anno 1880. A oggi il gruppo, arrivato alla sesta generazione, conta più di 7 mila dipendenti e vende i suoi materiali in più di cento Paesi nel mondo. Ogni anno Faber-Castell produce due miliardi di matite in 120 diverse tonalità di colore.

Da un giorno all’altro Ottilie, soprannominata Tilly, dovette gestire l’enorme eredità della famiglia e continuare il lavoro svolto fino ad allora nella prestigiosa azienda di matite. Il padre di Ottilie, Wilhelm von Faber, infatti, morì all’età di 42 anni a causa di un infarto. Per via di questo lutto non previsto, Lothar, il nonno, si trovò davanti ad una complicata decisione: quale persona sarebbe stata in grado di gestire il futuro dell’impresa di famiglia dopo la sua morte? La risposta che si diede fu Ottilie; ed è così che nel 1896, alla morte di Lothar von Faber, la ragazza iniziò a muovere i primi passi all’interno dell’economia aziendale della Faber (che ancora non si chiamava Faber-Castell).

Non aveva ancora compiuto diciannove anni, ma la società Faber aveva bisogno dell’impegno di Ottilie che, secondo le ultime volontà del nonno, avrebbe dovuto mantenere le “organizzazioni da lui introdotte” come scrisse nel testamento. Ovviamente ancora inesperta, Ottilie seguì il consiglio del nonno che fu quello di osservare e affiancarsi alla direzione di alcuni dipendenti fidati per imparare tutto quello che era necessario.

Lothar von Faber, prima di morire, aveva preso un’altra decisione molto importante per le sorti della famiglia e soprattutto dell’azienda. Il cognome Faber sarebbe dovuto rimanere anche in caso di matrimonio della nipote. E così fu: quando Ottilie sposò il Conte Alexander zu Castell-Rüdenhausen, l’azienda prese il doppio nome che conosciamo ancora oggi, Faber-Castell. Ottilie s’impegnò anche nella creazione del nuovo logo e la coppia si prese una lunga luna di miele prima di rimettersi al lavoro. Il viaggio toccò anche l’Italia, e poi Francia, Stati Uniti e Canada.

La prima Guerra Mondiale del 1914-1918 diede inizio a un profondo cambiamento sociale e politico. L'equilibrio mondiale, che in Germania in particolare era ancora dominato da un'elite aristocratica, collassò. L'entusiasmo iniziale per la guerra si trasformò presto in disillusione. Quando scoppiò la guerra, il conte Alexander dovette trasferirsi in Belgio. Con dispiacere di Ottilia, raramente aveva l'opportunità di visitare la sua famiglia a Stein. I lunghi periodi di separazione misero a dura prova la relazione e la coppia si allontanò. "Durante l'anno ho notato che i nostri sentimenti reciproci non sono più gli stessi." (Ottilie von Faber-Castell al conte Alexander 22/6/1916).

Quando Ottilia si innamorò del barone Philipp von Brand zu Neidstein, chiese ad Alexander di divorziare, perché voleva "essere felice con lui ... che ho imparato a conoscere molto bene in questo anno e mezzo" (Ottilie von Faber- Castell al conte Alexander 22/6/1916).

Alexander alla fine accettò la richiesta di divorziare e Ottilia iniziò una nuova vita. Lasciò il castello e l'azienda al Conte Alexander e passò la sua quota della fondazione di famiglia al figlio Roland. A lei rimase una rendita vitalizia annuale del patrimonio famigliare. Nel 1918 sposò Philipp von Brand zu Neidstein, anch'egli divorziato e andò a vivere con lui nel suo castello a Neidstein vicono a Etzelwand in Oberpfalz.

 
 
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