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Otto passi avanti. Cioè, riconoscere l'autismo nei primi anni di vita.

02/04/2015  Se diagnosticato nei primi 24 mesi l'autismo può essere curato con migliori risultati. Arriva a Roma il progetto mondiale "Otto passi avanti": un toccante docu-film formativo pensato per aiutare le maestre dei nidi a riconoscere i sintomi.

Una diagnosi precoce migliora sempre e comunque la cura. E questo vale anche per l’autismo. Se scoperto entro i primi due anni di vita del bambino, sarà infatti possibile ottenere risultati molto migliori con le terapie di riabilitazione. Lo ha dimostrato il progetto Otto passi avanti, rivolto a operatori degli asili nido e genitori. Il progetto pilota, che si è svolto a Roma, è stato presentato in Campidoglio in occasione della Giornata mondiale dell’autismo, ma l'iniziativa si sta allargando ad altre regioni.

Il progetto nasce dal docu-film Otto Passi Avanti (“Ocho pasos adelante”) , il primo progetto mondiale ad utilizzare un format innovativo (docu-film e lezione) per fare formazione, gratuita, sui campanelli di allarme dei disturbi dello spettro autistico. Autrici le sorelle italiane Selene e Sabina Colombo che hanno girato il film in Argentina. Entrambe insegnanti raccontano attraverso l'esperienza di 5 bambini con autismo e dei loro genitori a riconoscere i segni della malattia.



I primi corsi, terminati da poco, hanno coinvolto 300 funzionari degli asili nido e 400 educatori dell'infanzia, oltre a centinaia di genitori, e sono stati realizzati con un finanziamento arrivato dall'assessorato alle Politiche Sociali della Regione Lazio e al contributo di Istituto Superiore di Sanità, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e Associazione Culturale Pediatri. Il 'format' sta per essere esportato in Abruzzo e Sicilia.
«Grazie a questo importante progetto - ha spiegato Masini, l’'assessore alla Scuola - Roma Capitale diventa un “caso zero” in materia di formazione sul tema dell'identificazione precoce dell'autismo, proponendo una buona pratica di livello nazionale. Attraverso il percorso formativo diretto a educatori di asili nido e scuole dell'infanzia, e il coinvolgimento dei pediatri, incrementiamo la capacità di ascolto dei campanelli d'allarme dell'intero sistema educativo, dando a molte famiglie un sostegno concreto»

«C'è un'evidenza crescente che l'individuazione precoce del rischio di autismo e un tempestivo intervento, ancor prima che il disturbo si esprima nella sua pienezza, possano significativamente limitare l'instaurarsi ed il consolidarsi delle anomalie socio-comunicative e comportamentali tipiche», ha aggiunto Maria Luisa Scattoni, ricercatrice dell'Istituto Superiore di Sanità anche perché «in assenza di terapie mirate, una diagnosi e una riabilitazione precoce sono le uniche strade percorribili per migliorare sensibilmente l'evoluzione del disturbo».

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