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venerdì 27 gennaio 2023
 
la denuncia
 

Ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più poveri: il fossato s'allarga

16/01/2023  L'allarme lanciato dal nuovo rapporto di Oxfam "La disuguaglianza non conosce crisi", pubblicato in occasione dell'apertura del World economic forum di Davos. Recessione, sanità post-pandemia, guerra e crisi energetica sono i temi che fino al 20 gennaio vengono discussi sulle Alpi svizzere da 2700 leader giunti da tutto il mondo tra Capi di Stato e di Governo (52), ministri (379), governatori di banche centrali (19), presidenti, amministratori delegati, direttori generali di aziende e dei principali istituti di credito

Il mondo sta attraversando un periodo segnato da una concomitanza di crisi senza precedenti. Decine di milioni di persone in più sofrono la fame. Fenomeni come siccità, carestie, uragani, inondazioni, conseguenze del cambiamento climatico, costringono famiglie e comunità in ante regioni del mondo ad abbandonare le loro case. Milioni di persone stanno ancora subendo le pesanti ripercussioni della pandemia del Covid.

La disuguaglianza fra i pochissimi ricchi e la marea dei poveri si approfondisce. Basti pensate che dal 2020, nel biennio dell’emergenza pandemica, l'1% più ricco del mondo si è accaparrato quasi il doppio dell’incremento della ricchezza netta globale rispetto alla quota andata al restante 99% della popolazione mondiale. In Italia, i super ricchi con patrimoni superiori ai 5 milioni di dollari (lo 0,134% degli italiani) erano titolari, a fine 2021, di un ammontare di ricchezza equivalente a quella posseduta dal 60% degli italiani più poveri.

Sono i dati allarmanti che emergono dal nuovo rapporto “La disuguaglianza non conosce crisi” pubblicato dalla Ong Oxfam in occasione dell’apertura dei lavori del World economic forum di Davos. Dieci anni fa, al Forum di Davos, Oxfam aveva lanciato per la prima volta l’allarme sui livelli intollerabili raggiunti dalla disparità socio-economica. Oggi, un decennio dopo, la situazione non è cambiata: sono sempre i più ricchi a trarre i maggiori benefici e i più poveri a soccombere.

Come si legge nel rapporto, l’1% più ricco detiene oggi il 45,6% della ricchezza globale, mentre la metà più povera del mondo appena lo 0,75%; per ogni 100 dollari di incremento della ricchezza netta negli ultimi 10 anni, 54,40 dollari sono andati all’1% più ricco e solo 0,70 dollari al 50% più povero; 81 miliardari detengono più ricchezza di metà della popolazione mondiale. Secondo la Banca mondiale, nel primo anno della pandemia le perdite di reddito del 40% più povero dell'umanità sono state il doppio rispetto a quelle registrate dal 40% più ricco.

«Mentre la gente comune fa fatica ad arrivare a fine mese, i super-ricchi hanno superato ogni record nei primi due anni della pandemia, inaugurando quelli che potremmo definire i ruggenti anni ’20 del nuovo millennio»,  ha dichiarato Gabriela Bucher, direttrice esecutiva di Oxfam International. «Crisi dopo crisi i molteplici divari si sono acuiti, rafforzando le iniquità generazionali, ampliando le disparità di genere e gli squilibri territoriali. Pur a fronte di un 2022 nero sui mercati a non restare scalfito è il destino di chi occupa posizioni sociali apicali, favoriti anche da decenni di tagli alle tasse sui più ricchi, che ne hanno consolidato le posizioni di privilegio. Un sistema fiscale più equo, a partire da un maggiore prelievo sugli individui più facoltosi, è uno degli strumenti di contrasto alle disuguaglianze. Un’imposta del 5% sui grandi patrimoni potrebbe generare per i Paesi riscossori risorse da riallocare per obiettivi di lotta alla povertà a livello globale affrancando dalla povertà fino a 2 miliardi di persone».

(Foto di Andrea Rendine)

 
 
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