logo san paolo
lunedì 17 maggio 2021
 
 

Oxfam, sempre più super-ricchi e super-poveri

02/11/2014  Il crescente divario tra ricchi e poveri vanifica la lotta alla povertà estrema. Dal 2009 il numero di miliardari nel mondo è più che raddoppiato mentre centinaia di milioni di poveri non hanno sufficiente cibo.

Aumenta il numero dei poveri estremi, ma cresce anche il numero dei super ricchi. Dall’inizio della crisi finanziaria, il mondo si trova a fare i conti con questa stridente contraddizione: super-ricchi più che raddoppiati da un lato; 805 milioni che ancora soffrono la fame dall’altro.

La prosperità che sparisce dall’orizzonte del cosiddetto ceto medio, mentre una ristretta cerchia di “eletti” vede invece crescere sempre più rapidamente il proprio patrimonio. Un fenomeno che riguarda l’Italia, ma non solo. Riguarda i Paesi ricchi, ma non solo. È planetario: si può riscontrare perfino in Africa, dove nella regione sub-sahariana al fianco di 358 milioni di persone in povertà estrema, prosperano ben 16 miliardari. Se il continente continuerà a crescere agli attuali ritmi, senza ridurre il livello di disuguaglianza estrema di reddito, ci vorranno più di 60 anni per portare la povertà al di sotto del 3%, nonostante Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale si propongano di raggiungere questo obiettivo tra 15 anni.

«Questo è solo un esempio di come l’estrema disuguaglianza di reddito rappresenti sempre più un ostacolo alla lotta alla povertà e un freno a una crescita economica inclusiva e capace di raggiungere la gente comune».

Chi lo dice? Oxfam, l’organismo umanitario internazionale. L’Ong infatti pubblica un Rapporto ‒ intitolato “Partire a pari merito: eliminare la disuguaglianza estrema per eliminare la povertà estrema” ‒ secondo il quale a causa delle  aumentate disparità di reddito in molti Paesi del mondo i benefici della crescita economica non raggiungono grandi fasce di popolazione, ma si fermano a una elite che dispone di più ricchezza di quanta possa materialmente consumarne nell’arco di generazioni.

Dal 2009, anno di “esplosione” della crisi economica globale, oltre a essere più che raddoppiato il numero dei miliardari, risulta anche in costante aumento il loro patrimonio: tra il 2013 e il 2014, le 85 persone più ricche al mondo – che, secondo un dato già diffuso da Oxfam lo scorso gennaio, hanno la stessa ricchezza della metà della popolazione più povera al mondo – hanno collettivamente aumentato la loro ricchezza di 668 milioni di dollari al giorno. Ovvero, quasi mezzo milione di dollari ogni minuto.

Questa immagine e quella di copertina sono di John Ferguson.
Questa immagine e quella di copertina sono di John Ferguson.

LA DISUGUAGLIANZA NON STIMOLA LA CRESCITA

Winnie Byanyima, direttore esecutivo di Oxfam International, sintetizza così il significato del rapporto: «Questi dati ci mostrano una realtà che non possiamo evitare di vedere: l’estrema disuguaglianza economica oggi non è uno stimolo alla crescita, ma un ostacolo al benessere dei più. Finché i Governi del mondo non agiranno per contrastarla, la spirale della disuguaglianza continuerà a crescere, con effetti corrosivi sulle istituzioni democratiche, sulle pari opportunità e sulla stabilità globale».

Secondo lo studio, oggi, 7 persone su 10 vivono in Paesi in cui il divario tra ricchi e poveri è maggiore di quanto non fosse 30 anni fa. In Kenya, nei prossimi cinque anni altri 3 milioni di persone potrebbero essere spinti al di sotto della soglia di povertà se il governo non prenderà misure volte a diminuire, anche leggermente, la disuguaglianza di reddito. In India, Paese che ha ridotto i propri livelli di povertà assoluti negli ultimi vent’anni, se il governo riuscisse ad arrestare il recente aumento della disuguaglianza nei prossimi cinque anni, salverebbe dalla povertà altri 90 milioni di persone.

Anche in Italia, secondo l’Ocse, da metà degli anni ‘80 fino al 2008, la disuguaglianza economica è cresciuta del 33% (dato più alto fra i Paesi Ocse, la cui media è del 12%). Al punto che oggi l’1% delle persone più ricche detiene più di quanto posseduto dal 60% della popolazione (36,6 milioni di persone). Mentre dal 2008 a oggi, gli italiani che versano in povertà assoluta sono quasi raddoppiati fino ad arrivare a oltre 6 milioni, rappresentando quasi il 10% dell’intera popolazione.

Foto di Simon Rawles.
Foto di Simon Rawles.

LA PARTITA DELL’ESISTENZA VA GIOCATA A PARI MERITO

  

«In un mondo nel quale le persone più ricche del mondo hanno più soldi di quanti potrebbero riuscire a spendere nell’arco della propria vita», aggiunge Byanyima, «ogni anno ci sono 100 milioni di persone che cadono in povertà perché costrette a pagare per l’assistenza sanitaria e milioni di bambini che non hanno la possibilità di andare a scuola. Per Oxfam porre l’attenzione sulla crescita incontrollata della disuguaglianza economica estrema non significa voler puntare il dito contro i più ricchi, ma stimolare i leader globali a mettere in atto politiche efficaci ad assicurare alle persone più povere la possibilità di giocare a pari merito la partita per migliorare la propria esistenza. Dal Fmi a Papa Francesco, dal Presidente Obama al World Economic Forum, emerge un sempre maggior consenso al fatto che la disuguaglianza è una sfida cruciale dei nostri tempi e che la mancanza di azione è economicamente e socialmente dannosa. Solo l’1,5% delle super-ricchezze basterebbe per garantire istruzione e sanità a tutti i cittadini dei Paesi più poveri. Ma nonostante le parole incoraggianti, ancora troppo poco è stato fatto».

Tra le raccomandazioni delineate dall’organizzazione umanitaria nella ricerca (che ha ricevuto, tra gli altri, gli apprezzamenti di Kofi Annan, Jeffrey Sachs e Joseph Stiglitz) ci sono: la necessità che gli Stati del Mondo promuovano politiche tese a garantire un salario minimo dignitoso; che riducano il divario tra le retribuzioni di uomini e donne; che assicurino reti di protezione sociale e accesso a salute e istruzione gratuite per i loro cittadini. L’accesso a servizi essenziali gratuiti è ritenuto fondamentale per rompere il ciclo della povertà tra le generazioni.

«Particolarmente rilevante», scrive ancora Oxfam, «appare l’adozione di politiche e norme nazionali e globali di lotta all’evasione e all’elusione fiscale. Sono infatti tali fenomeni a generare oggi quelle carenze di risorse che invece potrebbero essere investite in politiche contro la povertà estrema e a favore di salute e istruzione».

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo
Collection precedente Collection successiva
FAMIGLIA CRISTIANA
€ 104,00 € 0,00 - 11%
CREDERE
€ 88,40 € 57,80 - 35%
MARIA CON TE
€ 52,00 € 39,90 - 23%
CUCITO CREATIVO
€ 64,90 € 43,80 - 33%
FELTRO CREATIVO
€ 23,60 € 18,00 - 24%
AMEN, LA PAROLA CHE SALVA
€ 46,80 € 38,90 - 17%
IL GIORNALINO
€ 117,30 € 91,90 - 22%
BENESSERE
€ 34,80 € 29,90 - 14%
JESUS
€ 70,80 € 60,80 - 14%
GBABY
€ 34,80 € 28,80 - 17%
GBABY
€ 69,60 € 49,80 - 28%
I LOVE ENGLISH JUNIOR
€ 69,00 € 49,90 - 28%
PAROLA E PREGHIERA
€ 33,60 € 33,50
VITA PASTORALE
€ 29,00
GAZZETTA D'ALBA
€ 62,40 € 53,90 - 14%