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domenica 14 agosto 2022
 
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Le cinque P della cooperazione

22/06/2022  Pace, Persone, Prosperità, Pianeta e Partnership: le cinque P della cooperazione. Al via domani 23 giugno la 2a Conferenza Nazionale della Cooperazione allo Sviluppo COOPERA 2022 (Roma, 23 e 24 giugno). Al centro i cinque grandi temi globali su cui lavorare che riprendono gli obiettivi legati all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite

È un’occasione preziosa di dialogo tra tutti i protagonisti del sistema della cooperazione italiana impegnati per portare aiuto nelle emergenze, per costruire progetti di sviluppo sostenibile, per far crescere il peso delle comunità locali, per promuovere diritti e opportunità per le donne e i giovani nei Paesi a più basso reddito, per prevenire i conflitti e attenuarne l’impatto sulla vita e la sicurezza delle persone la 2° Conferenza Nazionale della Cooperazione allo Sviluppo COOPERA 2022, convocata a Roma all’auditorium della Conciliazione (via della Conciliazione 4) dal Ministro degli Affar.i Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio

L’evento sarà aperto dall’intervento inaugurale del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Insieme al Ministro Di Maio ed alla Vice Ministra con delega alla Cooperazione Internazionale, Marina Sereni, interverranno, tra gli altri, il Cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, la Commissaria Europea per le Partnership Internazionali, Jutta Urpilainen, la Ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, il Ministro dell’economia e delle finanze, Daniele Franco, il Ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, la Direttrice Esecutiva dell’UNICEF, Catherine Russel.

La Conferenza, co-organizzata dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del MAECI insieme all'Agenzia Italiana della Cooperazione allo Sviluppo (AICS), ruota attorno a cinque “P”: Pace, Persone, Prosperità, Pianeta e Partnership. Cinque grandi temi globali che riprendono gli obiettivi legati all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e che intrecciati tra loro indicano la cornice e gli obiettivi globali sui quali lavorare, i risultati raggiunti, le strade che si prospettano, anche alla luce degli eventi drammatici che hanno segnato gli ultimi due anni, la pandemia e il conflitto in Ucraina.

«In questi anni, l’Agenzia per la cooperazione e tutto il sistema hanno fatto concreti passi in avanti, abbiamo una organizzazione più forte e trasparente, ci sono stati affidati centinaia di milioni di risorse europee perché le gestissimo in tutto il mondo, coordiniamo il primo tavolo nazionale che si occupa di educazione alla cittadinanza globale e ora stiamo costruendo, per la prima volta, un sistema di valutazione dell’impatto sociale e di sviluppo dei nostri interventi che migliorerà la capacità di programmare e di incidere del Sistema italiano della Cooperazione» sottolinea il Direttore dell’AICS, Luca Maestripieri.

«Spero che questa Co-opera avvii un secondo tempo della riforma. Dopo la riforma istituzionale che ha rafforzato e consolidato gli strumenti con cui agiamo ora è il tempo di una riforma culturale, di pensiero, di progettazione. AICS punta sull’innovazione, sugli strumenti digitali per far parlare i tanti attori del Sistema, sulla finanza ad impatto di sviluppo che sta cambiando il modo di fare economia, sulle aree di intervento in cui il Paese può dare un valore aggiunto: industrie creative, ambiente, il tema dell’accesso all’acqua, dell’accesso al cibo e delle filiere alimentari» la dichiarazione del Responsabile Rapporti Istituzionali e Comunicazione, Emilio Ciarlo.

LA CARTA D’IDENTITA’ DI AICS

Nel corso del 2021 l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo ha erogato un totale di 555 milioni di euro, oltre a stanziare 598 milioni in investimenti per nuovi progetti, 163 milioni per iniziative legate ad emergenze e 200 milioni per azioni di contrasto della pandemia. Il settore in cui l’Agenzia ha maggiormente investito nell’ultimo anno è quello legato alla sicurezza alimentare con 46 milioni di euro; seguono per entità degli stanziamenti gli interventi a favore del buon governo e della società civile (42,9 milioni), dell’uguaglianza di genere (40,2 milioni), della salute (36,2 milioni), dell’ambiente e contro la crisi climatica (29,8 milioni), dell’educazione (25 milioni), delle persone con disabilità (18,8 milioni).

I PILASTRI

1. Pace e democrazia

L’Agenzia è in prima linea a sostegno delle popolazioni colpite da guerre e situazioni di violenza sistematica.

In Libia, dal 2016 a oggi, la Cooperazione Italiana ha promosso programmi per un importo pari a circa 73 milioni di euro, dedicati a fronteggiare la crisi umanitaria dovuta ai conflitti che da anni insanguinano il Paese.

Gli interventi hanno riguardato azioni di assistenza umanitaria, per circa 46 milioni di euro, e per la stabilizzazione e lo sviluppo, per un importo pari a circa 27 milioni di euro. Svariati sono i programmi dislocati in tutto il Paese a sostegno dell’intero comparto sanitario, come il “Programma di emergenza in Libia per il miglioramento dei servizi sanitari e la protezione dei gruppi vulnerabili”, da 2 milioni di euro, o i diversi programmi per il supporto dei servizi pediatrici. Per quanto riguarda gli interventi di stabilizzazione, tra i numerosi progetti finanziati dalla Cooperazione Italiana vi è lo Stabilization Facility for Libya (SFL), gestito dall’Organizzazione delle Nazione Unite UNDP, che prevede la fornitura di generatori, luci solari stradali ed equipaggiamenti medici per rispondere all’emergenza COVID-19 (macchinari per test, produzione di ossigeno, ambulanze) e campagne di sensibilizzazione su prevenzione.

Un secondo fronte sul quale l’Agenzia è da anni impegnata è la crisi siriana. Dal 2012 ad oggi l’impegno complessivo della Cooperazione italiana in tale contesto è ammontato a circa 300 milioni di euro per attività umanitarie, di resilienza, stabilizzazione e sviluppo sia in Siria che nei Paesi limitrofi; in particolare, oltre 90 milioni sono stati stanziati per attività di protezione delle categorie più vulnerabili e di “Early Recovery”, nei settori della salute, della sicurezza alimentare, dell’istruzione. Nel 2021, dopo 10 anni di conflitto e in una situazione ulteriormente aggravata dalla pandemia del COVID-19, l’Italia ha attivato uno stanziamento pari a 45 milioni di euro. Inoltre, la Cooperazione italiana fino dal 2014 ha contribuito al Fondo Fiduciario Regionale dell’Unione Europea con 15 milioni di euro, contribuendo a interventi volti a migliorare l’accesso ai servizi di base e a sostenere la resilienza delle famiglie e degli individui colpiti dalle crisi.

2. Persone

L’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo nel corso degli ultimi anni ha consolidato e valorizzato il suo già rilevante impegno nella tutela e promozione della salute e del benessere delle persone che vivono in aree e in condizioni di difficoltà umanitaria, sociale, economica. La strategia italiana si basa su alcuni criteri e obiettivi prioritari: accesso universale ai servizi, rafforzamento dei sistemi e dei servizi sanitari, controllo delle malattie infettive e croniche, salute materno-infantile. Tutto questo allo scopo di garantire alle persone più esposte - madri con bambini, disabili, migranti, gruppi svantaggiati, l’accesso gratuito a servizi sanitari essenziali e di qualità.

AICS ha destinato risorse ingenti al contrasto delle malattie croniche non trasmissibili e grande rilevanza è stata data alla lotta contro le malattie infettive e al miglioramento dell’accesso a vaccini sicuri, grazie al sostegno ai partenariati globali quali il “Fondo Globale per la lotta all’HIV, Malaria e Tubercolosi” e il “GAVI - Alleanza globale per le vaccinazioni”. Infine, di fronte al rischio crescente di epidemie e pandemie collegate a fattori ambientali, è stato sviluppato un approccio unitario, “olistico”, alla tutela della salute (One Health Approach”), promuovendo azioni e programmi che intervengono su salute animale e degli ecosistemi. AICS incentiva tale approccio per assicurare risposte integrate e multisettoriali finalizzate alla sicurezza alimentare, al controllo delle malattie zoonotiche e delle malattie tropicali neglette, alla resistenza antimicrobica.

Educazione e uguaglianza di genere rappresentano altri due temi su cui AICS è in prima linea. La pandemia da COVID-19 ha fortemente impattato sui servizi educativi, con la chiusura totale o parziale delle scuole. In tale contesto, AICS e il sistema italiano con il Documento triennale e di programmazione e di indirizzo 2019-2021 si sono riconosciuti in obiettivi dettati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite: garantire che ogni ragazza e ragazzo abbia uno sviluppo infantile di qualità, aumentare il numero di giovani e adulti con competenze specifiche ed eliminare le disparità di genere nell’istruzione, assicurare un accesso equo a tutti i livelli di istruzione e formazione professionale delle categorie protette. Il secondo obiettivo dell’Agenzia risiede nell’uguaglianza di genere e dell’empowerment delle donne. Nel corso del 2021 AICS ha promosso l’avvio di numerosi programmi volti a rimuovere i diversi ostacoli che si frappongono al pieno godimento da parte delle donne di diritti umani e sociali, e ad intervenire sulle cause strutturali delle disuguaglianze di genere; i settori di maggiore intervento in questo ambito vanno dalla lotta alla violenza sessuale e di genere, domestica e non, alla promozione della salute materna ed infantile, all’educazione femminile, all’accesso al credito.

3. Pianeta

AICS è da tempo impegnata a integrare la dimensione ambientale e del contrasto della crisi climatica nelle proprie iniziative di cooperazione. Per raggiungere questo obiettivo, si è dato avvio a un percorso di elaborazione di strumenti valutativi che consentano di misurare e quantificare la sostenibilità ambientale di ogni intervento. Grazie in particolare al lavoro dell’Ufficio “Ambiente e uso del territorio” è stata maturata una larga competenza rispetto, soprattutto, ai temi della conservazione delle risorse naturali, delle misure di adattamento alla crisi climatica, della riduzione dell’impronta ecologica delle attività umane.

La gestione sostenibile degli ambiti urbani e della loro crescita ha un impatto significativo sulla lotta alla povertà e al cambiamento climatico, per questo lo sviluppo urbano è diventato un tema centrale anche dell’Agenzia. In questa ottica è stato curato e pubblicato un primo manuale operativo di settore sulla tematica dello sviluppo urbano dal titolo “La rigenerazione integrata e ambientalmente sostenibile di una baraccopoli. Creare un nuovo approccio metodologico in AICS con una ‘cornice di senso’”. Il manuale definisce un quadro metodologico e contenutistico per una rigenerazione urbana integrata e sostenibile, approfondendo gli aspetti legati alle aree informali delle città e proponendo un approccio attento alle comunità, inclusivo e socio-ambientalmente sostenibile, che permetta di creare “una cornice di senso” per le iniziative di cooperazione. Ampio spazio nel documento è dedicato al coinvolgimento attivo delle donne nei processi di rigenerazione urbana, anche attraverso la valorizzazione delle differenze di genere.

Questo modello di progettazione urbana si fonda su un forte impulso alle relazioni e interazioni all’interno delle comunità e declina ogni progetto urbano nella chiave del cosiddetto Social Design System Thinking (SDST), un approccio complesso di analisi e progettazione sistemica centrato sulle persone e radicato nelle relazioni sociali e comunitarie. L’attività di AICS nel settore urbano per lo sviluppo sostenibile del territorio si è concretizzato nella partecipazione dell’Agenzia al II Forum Nazionale Urbano organizzato dal Ministero dell’Amministrazione Statale del Mozambico e al Summit panafricano di Africities, occasioni che hanno reso possibile un dialogo di alto livello sulla tematica dello sviluppo urbano sostenibile in Africa e sul ruolo delle città secondarie.

La salute del Pianeta si afferma sempre di più come un grande sfida umanitaria. Due sono i “focus” di AICS nella costruzione di buone pratiche a livello ambientale: il principio “One planet, One Health”, che coniuga il benessere delle persone con quello degli ecosistemi, e le “Nature Based Solutions”, cioè le soluzioni basate sul un uso corretto e sostenibile delle risorse naturali (acqua, fertilità dei suoli, prodotti forestali legnosi e non legnosi, risorse faunistiche e ittiche).

Nel corso delle ultime decadi, il numero di persone con accesso non sufficiente a una alimentazione sana e i tassi di malnutrizione infantile sono tornati ad aumentare progressivamente: nel 2020 circa 800 milioni di persone erano sotto la soglia della sicurezza alimentare, 2,37 milioni di persone non hanno avuto accesso ad una corretta alimentazione, 1/3 dei bambini sotto i 5 anni presentava qualche forma di malnutrizione. Per rispondere a queste sfide è necessario che si affermi una visione innovativa della gestione dei sistemi alimentari, che in particolare dia valore a un’agricoltura multifunzionale e a tecniche agro-ecologiche, soprattutto in contesti agro-ambientali caratterizzati da forte variabilità stagionale. Tali tecniche presuppongono una crescente integrazione e interconnessione tra gli esseri viventi (uomo, animali, piante) e il contesto ambientale, secondo le due direttrici dello sviluppo rurale e della sicurezza alimentare.

4. Prosperità

Anche la cultura è un elemento chiave dello sviluppo sostenibile. Per tale ragione la Cooperazione italiana attribuisce alla promozione culturale un ruolo propulsivo per lo sviluppo economico e sociale dei Paesi partner. Gli interventi in questo specifico settore mirano alla creazione diretta di occupazione e reddito, incentivando lo sviluppo delle industrie culturali e creative e contribuendo alla strutturazione di una sfera pubblica democratica e aperta all’espressione della creatività e delle diversità culturali. Al contempo, i progetti che hanno come obiettivo il sostegno alla cultura sono incentrati sulla valorizzazione del capitale umano e sociale. In tale cornice, un settore culturale e un settore creativo dinamici possano contribuire alla riduzione della povertà, in quanto importanti fattori di crescita, occupazione, coesione sociale e sviluppo locale, e favorire al contempo la prevenzione dei conflitti. L’intervento di AICS nell’ambito della cultura si inserisce quindi nel più ampio quadro di rafforzamento del “Private Sector Development” volto a favorire lo sviluppo sostenibile nei Paesi partner attraverso la messa a disposizione di know-how, tecnologia, ricerca ma anche l’interazione tra innovazione e creatività, in settori in cui l’Italia è riconosciuta come leader mondiale. In linea con questo approccio, fino dall’avvio della propria operatività l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo ha cominciato a investire nel settore cultura arrivando a erogare un totale di 70 milioni di Euro nell’arco dei primi 6 anni di attività (2016-2021). Queste risorse sono state distribuite tra 4 aree principali di intervento: a) Protezione del patrimonio culturale materiale e immateriale, tangibile e intangibile; b) Sviluppo delle industrie culturali e creative; c) Sviluppo del turismo sostenibile; d) Educazione e sensibilizzazione alla cultura.

AICS può contare su una “expertise” consolidata nel settore della tutela e salvaguardia del patrimonio culturale materiale e immateriale, come testimoniato da diversi progetti attivi per esempio in Tunisia e Marocco nel Nord Africa, all’Avana in America Centrale, nei siti UNESCO di Petra in Giordania e di Baalbek e Tiro in Libano.

5. Partnership

Nel 2021 l’Aics ha notevolmente aumentato la sua capacità di intercettare e gestire risorse economiche provenienti dal bilancio Ue (cooperazione delegata). In questo ambito, i progetti affidati ad AICS sono oramai oltre una ventina, per un budget complessivo di circa 256 milioni di euro. L’area maggiormente interessata da questi progetti è la regione del bacino Mediterraneo e del Vicino Oriente con un volume complessivo pari a circa 144 milioni di euro (10 progetti). A seguire l’Africa sub-sahariana (13 progetti) con un valore di 108 milioni di euro. Nel corso dell’ultimo anno sono incrementate le iniziative europee affidate all’Agenzia, tra cui: 5 nuovi accordi con la Commissione Europea per un volume finanziario pari a circa 55 milioni di euro e 3 iniziative a carattere regionale che coinvolgono Paesi dei Balcani Occidentali, dell’Africa Occidentale (Burkina Faso e Niger) e del bacino del Nilo (Egitto, Kenya, Etiopia e Sudan).

Molteplici sono stati inoltre gli accordi e le collaborazioni che AICS ha avviato nel corso di tutto il 2021, al fine di rafforzare la strumentazione tecnico-scientifica delle iniziative, creando così solide partnership con enti e istituzioni che rappresentano l’eccellenza italiana in specifici settori. Tra questi i Protocolli d’intesa con l’Istituto del Commercio Estero e con l’Istituto Nazionale di Urbanistica e gli Accordi con ISTAT e con Istituto Superiore di Sanità.

 
 
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