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Padre Jacques Hamel, il bonario curato di campagna morto martire

26/07/2016  Nato il 30 novembre 1930 a Darnétal, Jacques Hamel era stato ordinato sacerdote nel 1958. Da 15 anni era nella parrocchia Saint-Étienne a Saint-Etienne-du-Rouvray. Chi l'ha conosciuto lo definisce un sacerdote «discreto, tendenzialmente silenzioso, ma alquanto affabile», «sempre disponibile con chiunque».

«Era anziano, ma sempre disponibile con chiunque». Così una fedele della chiesa di Saint-Étienne-du-Rouvray ricorda padre Jacques Hamel, ucciso da due uomini che hanno fatto irruzione a Rouen mentre il sacerdote stava celebrando la Messa. Ottantacinque anni, è  stato sgozzato. La donna, citata dal Guardian online, ricorda che «era lì da tanto tempo e lo conoscevano bene in tanti». «Era un bravo sacerdote ed ha fatto il suo dovere fino all'ultimo», ha aggiunto.  La presenza dei cattolici è molto forte in Normandia ed in particolare nel dipartimento della Seine Maritime.

La Vie, settimanale cattolico francesce a diffusione nazionale, nella sua edizione online ha dedicato al sacerdote un ritratto titolato Jacques Hamel, curato di campagna e martire.  Nato il 30 novembre 1930 a Darnétal, una località a circa 5 chilometri da Rouen, in Normandia, Jacques Hamel era stato ordinato sacerdote il 30 giugno 1958. Da 15 anni era nella parrocchia Saint-Étienne, a Saint-Etienne-du-Rouvray. Pur avendo da tempo superato l'età della pensione (75 anni), s'era mantenuto molto attivo. «Rimango sul campo per servire la comunità celebrando Messa e amministrando i sacramenti», ripeteva: ha animato un gruppo di ricerca spirituale e di studio della Parola; ancora lo scorso anno ha tenuto corsi di catechismo.

Per padre Auguste Moanda, l'attuale parroco, era un sacerdote «discreto, tendenzialmente silenzioso, ma alquanto affabile». Risulta che intrattenesse buoni rapporti con la comunità musulmana presente sul territorio, pur non essendo direttamente impegnato nel campo del dialogo interreligioso. «Aveva preso sul serio il Vangelo e si dedicava anima e corpo al lavoro pastorale», confida a sua volta padre Pierre Belhache. «Viveva per testimoniare la sua fede e per gli altri», conferma una parrocchiana, Linda Dupré.  

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